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Poesie inserite da Maria Francesca Petrungaro

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Scritta da: Maria Francesca Petrungaro

Il dolce dell'orgoglio

Fai finta di detestarmi,
storci il naso
annusando le mie reazioni.
Annaffi piantagioni di ripicche amorose
ma poi torni sui miei passi
e percorri insieme a me
quello che avevi in mente di esplorare,
sentieri di passione
e baci fragorosi.
Sento che mi irretisci,
sento che desideri avermi sul tuo trono
circondato dai fiori più belli del reame.
Togli la tua maschera
e guardami,
ascoltami,
fai in modo che io possa vedere la tua vera identità,
la tua nuda verità,
i cristalli nella tua finta perfidia.
Composta lunedì 5 dicembre 2005
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    Scritta da: Maria Francesca Petrungaro

    Nuova Vita

    Mi abbandonerò alla brezza marina,
    lascerò i diari del passato
    e in balia delle onde
    deciderò di tuffarmi nella sabbia
    per sprofondare la mia inquietudine imperitura.
    E tra le pietre fiammeggianti
    darò alle fiamme le mie carni roventi
    di lacrime e rumori.
    Gabbiani stravaganti spiccheranno il volo
    e l'acqua marina
    attaccherà gli scogli
    senza porre uno sguardo alla mia giovane morte.
    Divorerò ogni istante di questo quadro funesto e
    attanaglierò la mia mente
    fino a farla divenire polvere.
    Tu non esisti più.
    Tremo.
    Piango.
    Mi rialzo.
    Immagini cancellate,
    perse,
    scaraventate nel baratro dell'inferno.
    Ora i miei sensi si arricchiranno di te,
    della dolcezza di un nuovo libro,
    da riscrivere,
    da vivere,
    da cantare ai gabbiani stupiti
    e in cerca di cieli più azzurri.
    Composta martedì 5 giugno 2012
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      Scritta da: Maria Francesca Petrungaro

      Navigo verso te

      Vivo immaginando
      la tua vita stretta alla mia.
      Annego in questo oceano di delizie
      affogando la mia paura di scivolare
      nel terreno più umido e incolto.
      Nuoto a più non posso
      per raggiungere l'orizzonte,
      lontano
      e quasi irraggiungibile.
      Sei tu che fai remare
      queste mie braccia vigorose,
      sei tu che mi spingi a navigare
      in questo specchio immenso d'amore.
      La mia angoscia affoga
      nel fondo del bicchiere di questo eterno mare.
      Ora non chiedo più nulla.
      Nuoto a rilento,
      diminuisco le mie infinite scalate,
      vengo a te e andiamo incontro a noi,
      nel mare più limpido
      e calmo che abbiamo mai attraversato.
      Composta mercoledì 4 maggio 2005
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        Scritta da: Maria Francesca Petrungaro

        Lontano da me

        Ti sento parlare
        perfino quando sei
        lontano da me.
        Il tuo sorriso giunge a me
        attraverso primavere di passione.
        Il dolce tuono del tuo timbro
        rimbomba nel padiglione del mio petto.
        Spendo ore di rievocazioni
        e di occhiate nel passato
        perché possa allontanare il silenzio dei ricordi.
        Rubo petali di rose rosa
        per diffondere mille sogni
        e sgusciare dal tormento cupo dei miei pianti.
        Improvviso schizzi di felicità
        per insultare la tua assenza.
        Scrivo liriche e sonetti
        mescolati a note tiepide d'amore
        per sussurrare poesia
        accanto al tuo dolce viso,
        placato dal formicolio
        di queste morbide parole.
        Composta martedì 4 maggio 2010
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          Scritta da: Maria Francesca Petrungaro

          Donne che vivono

          Siamo foglie volteggianti,
          abbandonate nel vento,
          notti che non dormono mai
          vigilanti di luna addormentata.
          Siamo nuvole sospese a metà
          tra cielo e terra
          siamo orchidee che sorridono al cielo
          siamo hoye che inneggiano alla vita
          profumi che si ubriacano di fantasia.
          I nostri sguardi rivolti a un orizzonte
          inafferrabile
          cedono il passo a un canto di colori.
          Crediamo nel nostro giorno,
          scritto già per noi
          lontano ma che verrà
          a cercarci.
          Sfioriamo con gli occhi
          i paesaggi di un mondo lontano,
          la favola di un giorno sbocciato,
          dell’ amaranto di un fiore nei capelli.
          Aspettiamo,
          sappiamo indugiare,
          adoriamo il momento giusto,
          l’impeto di un istante.
          Siamo bianche dentro,
          come sabbia fresca
          come calendule su un prato assopito.
          Siamo veggenti del nostro destino
          del nostro viaggio e
          nascondiamo la testa sotto il cuscino
          per non donare lacrime.
          Indugiamo,
          in silenzio amiamo.
          Poi urliamo vita,
          vita e miraggio.
          Ardono i cuori,
          annegano i nostri incubi e
          le nostre noie.
          Combattiamo al buio,
          unite da un filo di seta
          uguale all’azzurro
          di una mare felice, calmo.
          Petali di coraggio posati su un fazzoletto di lino
          segnano i nostri giorni brevi,
          troppo brevi per esprimere tutto il nostro ardore.
          Viviamo,
          viviamo legate da un filo di voce,
          da una coincidenza improvvisa.
          Siamo donne di penna,
          donne nelle pagine di un libro,
          pagine bianche da riempire,
          vite da leggere,
          donne dai pensieri infiniti,
          pensieri leggiadri
          da coltivare
          come un giardino inondato da parole d’amore.
          Composta mercoledì 18 aprile 2012
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