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Scritta da: Nixegram

Sirene

Crolla l'albero maestro
del solitario veliero;
flutti e schegge e tuoni
vorticano nel buio di sale.

Rifrange un canto abissale
tra le onde e la schiuma canuta
che par quasi mimare il suon
di Natura, di pioggia e feroci lampi.

E d'improvviso cade dai nembi
una vitrea pioggia di spine:
un grido di dolore si spande
per l'aria, sommesso.

Dischiuso, come i petali
d'un bocciolo sgualcito,
sta disteso 'l marinaio
sul ponte di mezzo;
tornerà a fiorire
nella spirale del mondo.

E un raggio squarcia il nero:
cerchia la nave
di un incastonato silenzio.
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    Scritta da: Nixegram

    Lampione

    M'esplode ne gli occhi
    l'alone che vivido pulsa
    roteando d'intorno al lampione.

    Cieco, in gola muoiono
    le lacrime; un grido
    strozzato di selva
    squarcia in croci di carta
    il pensier mio e l'anima:
    cupa s'abbandona.

    E se le foglie muoiono
    e arse di luce, distese
    in strada si mescono
    come folla in preda
    al delirio, dimmi,
    anch'io? Dimmi, m'uccide,
    può quel lampione, appeso
    d'un grigio e giallo di grano
    bagliore? Può farlo?

    Già l'odo.

    Suon di Natura
    m'afferra e sbalza
    laddove tutto svanisce;
    in un tiepido e fulgido
    languore di volti e
    luoghi e mondi e
    sordidi fiumi che
    scorrono in circolo,
    d'un cerchio eterno,
    che, paiono, al mio
    cuore, in languida
    ed effimera luce
    sfociare, smembrando
    la vista e l'intelletto.

    E nulla vi è più;
    sicuro nel buio avanzo
    e guardo
    quel traliccio di pensiero
    che emana, d'intorno
    l'ultimo mio stupido sogno.
    Composta lunedì 21 maggio 2012
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