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Poesie inserite da fiocchidineve

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Scritta da: fiocchidineve

Non ho più tempo

Non ho più tempo!
Tra le mani ancora un pugno di speranza
tra i capelli l'odore dell'odio.
Mascolino ardire
braccia vuote
labbra che sporcano.
E così in un istante, in un ultimo battito
sento il nostro amore sbranato
tritato, fatto a pezzi!
Tu, con quell'ultimo gesto
con quell'ultimo sguardo
con quell'ultimo orribile silenzio
che mi ha visto morire...
te ne vai soddisfatto,
certo ormai che non tornerò più!
Composta mercoledì 4 novembre 2015
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    Scritta da: fiocchidineve
    Giaccio triste, un po' confuso
    pioggia fine sul mio corpo nudo,
    noto con sguardo soffuso crisantemi giacenti,
    in modo che io me ne penta
    di scelte fatte in passato.
    E adesso cosa vuoi che di te pensi?

    Quando passai la sommità della porta,
    dal fumo sul volto fui accolto.
    Il pavimento cigolò.
    Dagli occhi spostai il torbidume
    e lo sguardo mio si posò nell'angolo del locale, seduta, il suo viso fatale,
    mi avvicinai porgendogli un freddo boccale di birra, sedendomi
    impacciata sorrise e
    mentre lo afferrava
    le nostre dita si toccarono, i nostri occhi si amarono.

    Giaccio triste, un po' sorpreso
    che il mio cuore non s'è arreso
    a batter prova senza sangue
    in modo che il ricordo non si estingue

    a casa dal lavoro tornavo, col grembiule in dosso attendeva,
    la valigia appoggiavo e in un mio bacio lei si perdeva.
    A casa senza lavoro tornavo, la cravatta allentavo
    e in ginocchio cadevo, cadere era facile
    il mio viso tra i tuoi piedi e le calze di lacrime bagnavo
    perché alla povertà non trovavo rimedi
    sulla mia schiena il macigno del futuro porto
    sulla mia schiena il macigno dei litigi nella coscienza porto
    sulla mia schiena il macigno della violenza sulle mani porto.

    Le mani lavai da cui brutti gesti allontanai
    il cigolìo della porta alle mie spalle
    pensai, è solo frutto della mia mente
    ma nella realtà si apriva lentamente
    una "benelli" mia moglie stringeva tra le mani
    la libertà sfiorava con l'indice
    un colpo sordo, un grido!
    L'inferno nascermi dall'interno
    giaccio triste, giustiziato perché è giusto,
    perché è quel che ho meritato.
    Composta domenica 25 ottobre 2015
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