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Poesie inserite da Giuseppe

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Scritta da: Giuseppe

Sepoltura

Tra le marmoree solitarie siepi
dove il colore del tempo si perde
tentenna il sol dai cipressi ventosi
guizzi di vago novembrino ardire
marcia il corteo di velati volti
sfogliando riti, calpestio di passi
grava come il colore dell'addio.

O come corre questo treno fermo
coi finestrini aperti alla campagna
tende la mano l'albero di sogni
dolci pendenti carico maturi,
sfioran le dita quello di rimpianti,
foglie ingiallite, sterili pensieri.

La terra pia che ci raccoglie, cruda
inghiotte questo sacro appuntamento,
non la placano né fiori recisi
e nemmeno il dolore, sepoltura
come un blocco di marmo s'addolcisce
allo scalpello di chi accende un fiore

un ponte che congiunge le due rive,
la scala dove sale una preghiera.
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    Scritta da: Giuseppe

    Una poesia dei monti

    L'aria sospesa alle pendici
    vive il sacro dominio della vetta
    che si scontra col cielo
    come un'esplosione di silenzio...
    un silenzio selvaggio
    in cui s'immerge lo scalatore
    che vince il peso dell'arrampicata,
    un silenzio non contaminato
    cui soltanto il vento può parlare,
    un silenzio che scuote la valanga,
    impervio di strapiombi,
    rotto dalle voci di cordate,
    scalza crudele lo sfidante ignoto,
    un silenzio gigante
    che parla alle scarpate,
    come ali di aquila si scioglie
    dalle balze nevose sugli abissi...
    si fonde con l'etere sereno
    la conchiglia di sole del tramonto
    nell'immortale estasi di un bacio...
    chiudi gli occhi incapaci,
    accogli il tutto
    senza aspettare volontà di assetti...
    questo sentimento di altitudine
    disponi in versi,
    nasce
    una poesia dei monti.
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      Scritta da: Giuseppe
      Ho ravvisato la tua immagine
      arroccata da un muro di vetro,
      ho martellato coi pugni di rabbia
      le bitte il timone gli ormeggi
      per poterti afferrare.
      Ho inalveato il mio fiume
      nel tuo letto
      per confondere le nostre acque.
      Ho bruschinato le ingiurie del tempo
      come crespe sulla mia fronte
      con la spazzola delle illusioni
      per condurti alla quintessenza.
      Ho accecato gli occhi del giorno
      per nascondere il buio del cuore,
      ho coltivato nel libro dei sogni
      cristalli di stelle
      per regalarli ai tuoi occhi.
      Ho investito le suole dei piedi
      per deserti, per nuvole e mari,
      ho contato gli occhi buttati
      come sassi sulla mia pelle,
      ho consumato tutti i pensieri...
      Ma sono arrivato troppo tardi
      quando ancora non eri nata
      perciò non ho potuto abbracciarti.
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