Scritta da: Gianluca Cristadoro

Filastrocca della sera

Filastrocca della sera,
leggo al bimbo mio che spera
di sognar di maghi e fate
e di favole incantate,
dove rose e prati in fiore
accarezzan con amore
i tuoi sogni di fanciullo
dove i giochi son trastullo.

Contro schiere di furfanti
fan la guerra cento fanti
tutti armati fino ai denti
ma non conti fino a venti.

Soldatini metti in fila,
di giocattoli una pila
poi di libri ne apri otto
si riempie in un sol botto
la tua stanza di giochini
che di spazio pei piedini
non c'è più e la mamma grida,
sembra quasi una corrida.

Ecco un toro, si fa sotto.
Tu lo schivi e son diciotto!
Poi ti fermi e ti rilassi.
Scendi a fare quattro passi.

Dove sta la tua energia?
Io non trovo più la mia
per rincorrerti in cortile.
Ma son uomo e non un vile.

Or ti afferro e poi ti piglio
ti terrò adorato figlio
fra le braccia mie di padre
e di quelle di tua madre.

Ora è tardi si va a letto
non v'è più per tuo diletto
tempo per giocare a dadi,
con le carte o negli armadi.

Filastrocca della sera
legge il babbo tuo che spera
che nel sonno più profondo
cada tu ma non il mondo.
Composta venerdì 6 settembre 2013
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro

    I giochi del presente

    Si dondola il pensiero
    nel crogiolo delle memorie.

    Le accarezza, mutandone sembianze,
    alla vanità asservendole.

    E nel navigare si ritrova
    nelle stanze dell'infanzia
    con i giochi, non più sparpagliati.

    Fantasmi immobili,
    spettatori pietosi
    di viaggi e di sogni.

    Divenuti ora macchine
    senza vita,
    non più si concedono
    a fantasie di fanciullo.

    Immagini sbiadite
    e ingombranti.

    Nel ritornello dei giorni
    creano armonie dissonanti
    che tolgono il respiro,
    divorano il tempo,
    invadono la mente e i sensi.

    Afflitto, troverai la forza per
    ricacciarne indietro l'arroganza.

    Ne estinguerai il fuoco fatuo
    fuggendo la trappola mortale.
    Composta mercoledì 4 settembre 2013
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      Scritta da: Gianluca Cristadoro
      Zanzara

      Oh Insetto mio diletto!

      T'ho udito accanto al letto
      ronzar a più non posso
      e poi posarti addosso
      alle mie carni nude
      e, col tuo fare rude,
      la tua puntuta protesi
      ficcar non per ipotesi.

      Per poi un prurito atipico
      bruciar la pelle caustico,
      destando il corpo in fiamma
      che si trasforma in dramma,
      e in mille e cento ponfi
      le mani e i piedi gonfi.

      Che sonno stamattina
      co"sta carneficina
      c'hai fatto nel mio letto!
      Oh insetto maledetto!
      Composta venerdì 30 agosto 2013
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        Scritta da: Gianluca Cristadoro

        Poesia, creatura alata

        Creatura alata,
        che nel viaggio senza meta
        a me ti sei accostata.

        Una volta ancora
        hai spiegato la tua grande ala,
        robusta e soffice.

        Generosa mi accogli,
        concedi alla schiera di unirmi
        delle tante anime che ritrovo,
        più nobili,
        più esperte.

        Sanno come aggrapparsi
        e farsi condurre,
        indovine dei venti,
        delle correnti che ascendono
        e discendono improvvise.

        Le osservo,
        tento, ingenuo, di carpirne i segreti
        ed intanto m'avvinghio al tuo piumaggio
        sgomento del vuoto
        che alla vista si schiude.

        E mentre i timori, a poco a poco,
        si chetano, distratti da luce
        che armoniosa emani,
        corpo e pensiero, sodali,
        cavalcano sentieri invisibili,
        riempiono ceste d parole che
        mi vengono a cercare.

        Le rinnego,
        ma preferiscono sostare,
        accompagnandomi nel viaggio,
        finché, planando, mi ricondurrai
        al mio mondo,
        ormai alieno,
        non più mio.
        Composta venerdì 23 agosto 2013
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          Scritta da: Gianluca Cristadoro

          Il viaggio dell'innocenza

          Si chiude
          il portale dell'innocenza.

          La crisalide
          diviene farfalla.

          L'ingenuità che fanciulla
          ti teneva legata ai tuoi giochi,
          alle bambole, che vestivi con zelo,
          è salita sul primo treno.

          Tornerà nei ricordi
          e teneramente
          ti donerà un sorriso,
          nostalgico e dolce.

          Ora
          l'inganno
          più non ti sorprende.
          Sai come pararlo.

          L'astuzia diviene alleata.
          Non ne sei più vittima
          predestinata.

          Ora
          sei forte,
          determinata.
          Quelle forze centripete
          ti tenevano imbrigliata.

          Ora
          si sprigionano
          veementi,
          ti sottraggono
          alle braccia materne
          e ti gettano in quelle del mondo,
          smisurato e caotico,
          incontrollabile.

          I consigli vacui,
          emarginati,
          le prediche petulanti,
          deposte.

          Te ne servirai poi,
          allor che saggezza,
          cresciuta muta
          sull'esperienza,
          avrà mediato le smanie
          e con queste lotterà,
          avendone la meglio,
          al fine.

          Il tempo
          le darà una mano.

          Ma se sapran guidarti
          ringrazieranno
          quei giovanili eccessi,
          che presto o tardi
          si abbandoneranno,
          consegnandosi alla vita,
          che li vuole arresi.

          Impronta avran lasciato
          nei sentimenti,
          alimentato la volontà
          ed insieme
          affronteranno il destino,
          poi da questo
          si faranno guidare
          senza piegarsi.
          Composta domenica 18 agosto 2013
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