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Scritta da: Gianluca Cristadoro

Il viaggio dell'innocenza

Si chiude
il portale dell'innocenza.

La crisalide
diviene farfalla.

L'ingenuità che fanciulla
ti teneva legata ai tuoi giochi,
alle bambole, che vestivi con zelo,
è salita sul primo treno.

Tornerà nei ricordi
e teneramente
ti donerà un sorriso,
nostalgico e dolce.

Ora
l'inganno
più non ti sorprende.
Sai come pararlo.

L'astuzia diviene alleata.
Non ne sei più vittima
predestinata.

Ora
sei forte,
determinata.
Quelle forze centripete
ti tenevano imbrigliata.

Ora
si sprigionano
veementi,
ti sottraggono
alle braccia materne
e ti gettano in quelle del mondo,
smisurato e caotico,
incontrollabile.

I consigli vacui,
emarginati,
le prediche petulanti,
deposte.

Te ne servirai poi,
allor che saggezza,
cresciuta muta
sull'esperienza,
avrà mediato le smanie
e con queste lotterà,
avendone la meglio,
al fine.

Il tempo
le darà una mano.

Ma se sapran guidarti
ringrazieranno
quei giovanili eccessi,
che presto o tardi
si abbandoneranno,
consegnandosi alla vita,
che li vuole arresi.

Impronta avran lasciato
nei sentimenti,
alimentato la volontà
ed insieme
affronteranno il destino,
poi da questo
si faranno guidare
senza piegarsi.
Composta domenica 18 agosto 2013
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro

    Prudenza e Coraggio

    Coraggio, fratel di Rischio e d'Azzardo parente alla lontana,
    si presentò un bel giorno a casa di Prudenza. Pardon nella sua tana.

    Prudenza di Rinuncia era la madre.
    Da Lei venne Coraggio a protestare:

    – La mano io già chiesi di Tua figlia,
    di tempo ne è passato e neanche poco,
    Son già più di sei mesi, che ti piglia?
    Sarà che vuoi di me prenderti gioco?
    Non degno di risposta forse sembro?
    Non vuoi della famiglia ch'io sia membro?

    Rispondi orsù, dai, insistere non farmi!
    Che io non sia costretto a brandir l'armi.
    Sappi ch'è pel suo bene che ti parlo!
    Su dimmi! II matrimonio s'ha da farlo? –

    Usando di parole non più tante,
    rispose senza fretta all'aspirante:

    – Mio caro, non c'è fretta, non mi pare...
    Quando verrà il momento puoi sperare
    che il mio saggio responso sia a te accetto.
    Ma intanto puoi tornar subito al letto! –

    Coraggio di favella era dotato
    e subito rispose d'un sol fiato:

    – Non già di me curare Tu di devi
    Tua figlia, tu soffrire non la vedi?
    Di tutto l'hai privata, da piccina.
    Il mondo non Le hai fatto mai incontrare!
    Né monti, laghi e immensità del mare
    mai vide da lì dentro poverina!
    Nella caverna l'hai rinchiusa a forza
    della paura togliere la scorza
    difficile sarà, ma sempre peggio!
    Se vuoi te lo ripeto col solfeggio! –

    Prudenza, non a caso si chiamava,
    da tempo mai nessun si inimicava.

    È qui che vide Rischio all'orizzonte
    e mano si passò sulla sua fronte.
    Di quello di timore un po' ne aveva
    Ma sbilanciarsi certo non voleva.

    Idea brillante in mente poi Le venne.
    Così si pronunciò con far solenne:

    – Coraggio, vai tu stesso a disturbarla,
    ChiediLe se per caso voglia uscire
    Vediamo se con Te per sorte parla
    Oppur se ancor là dentro vuol poltrire –

    Si domandò Coraggio un po' sorpreso
    se quella mossa che sembrava furba
    fosse inspirata da chi un po' lo turba
    ch'è suo cugino Azzardo ch'era offeso
    dal dì che Lui gli disse ch'era matto
    e mai avrebber stretto insieme un patto.

    Ma qui il cugino non c'entrava niente.
    Altro però non gli veniva in mente
    E prode si diresse all'antro oscuro
    Sperando di non sbatter contro un muro.

    Poi tosto si lanciò a invocar l'amata,
    ormai quasi da tutti abbandonata.

    – Rinuncia! Son Coraggio, tuo diletto!
    Esci da quelle tenebre, t'aspetto!
    Non più dovrai soffrir di mille pene.
    Chè a una dolce donzella non conviene
    restar per anni chiusa lì nell'ombra
    Che il cuore mio, sapendolo, s'adombra! –

    Rinuncia, combattuta come mai,
    stentò non poco e disse – Che farai?

    Se io di qui uscirò tu amar potrai
    una fanciulla che sol per paura
    di far con tutti poi brutta figura
    si negherà se pur non lo vorrai? –

    Con Lui sarebbe stata un'altra tinta,
    la rincuorò all'istante il Suo promesso,
    ma Lei rispose - No! Non m'hai convinta! -

    – Coraggio io ce l'ho ma non sò fesso –
    Pensò a quel punto il Nostro e poi soggiunge
    – Mi son stufato! – e a conclusione giunse
    che insister con Rinuncia era sbagliato
    e a casa sua tornò un po' scoraggiato!
    Composta lunedì 19 agosto 2013
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      Scritta da: Gianluca Cristadoro

      Creature luminose

      Creature delicate,
      incompiute,
      prive di orgoglio
      e resistenza.

      Inermi,
      di arrecare offesa incapaci,
      di mordere,
      né difendersi dai colpi
      che anime abiette
      infieriscono
      per sottili piaceri.

      Pronte a portar consiglio e sostegno.
      Ad offrir riparo a chi, più di voi,
      di cure e conforto abbisogna.

      Natura non vi donò virtù
      attraenti plauso ed onori.

      Che Natura in cambio vi schermi
      dall'incombente nefasto destino,
      che ogni gioia negar vi vorrebbe,
      di mestizia un manto calando
      e da luce oscurarvi.

      Candore,
      di luce splendente,
      illumini il grigio
      che permea le cose.

      Rischiari gli animi.
      La nobiltà degli spiriti eletti risvegli.
      Deponga superbia e arroganza.
      Dello stolto annichilisca il potere.

      Restituisca umanità al mondo.
      Composta lunedì 19 agosto 2013
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        Scritta da: Gianluca Cristadoro

        Sopravvivenza

        Virtù inespresse
        e zavorre cariche di storie
        conduco verso mete improprie e inagibili.

        Coraggiosamente m'avventuro
        su sentieri tortuosi,
        nella fitta boscaglia
        dove ostile mi è ogni forma di vita.

        S'avvinghia la superbia,
        l'ignoranza mi rallenta il passo,
        mi seducono i miraggi del successo,
        irridendomi poi, m'abbandonano.
        Invidia e ipocrisia, sordide,
        mi adescano e trafiggono alle spalle.

        Di crescente rabbia
        mi infuoca il sarcasmo,
        fiamma che ragione placa,
        arretra e presto s'estingue.

        Alla vista la luce si nega
        e l'orgoglio, di sé impietosito,
        goffo, sferra colpi alla cieca,
        inani dardi di uno sforzo primitivo.

        Mi rialzo, dopo l'ultima battaglia,
        vana ma necessaria,
        ad affrontar la vita e i suoi misteri
        una vola di più,
        indagandone il senso.
        Composta lunedì 19 agosto 2013
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          Scritta da: Gianluca Cristadoro

          Estate

          Distese d'erba ingiallite attraggono
          sguardi fugaci, col pensiero
          rivolti ad oasi di ristoro.

          Pietre rosse di fuoco dipinte,
          vestibolo di acque smeralde ove
          nastri d'argento si dipanano
          ed intrecciano nuovamente
          in una danza caotica
          che riverbera abbagli d'incanto.

          Nel cristallo dimorano creature armoniose.
          Ne accolgono, inermi, altre più scaltre
          ed indegne che per brevi istanti
          senza licenza e riguardo si insediano.

          Presto torneranno
          alla penombra dei loro nidi invernali,
          al tepore accogliente di torri d'avorio
          che brutture del mondo
          assorbono e trattengono.

          Ma intanto tra i flutti irrequieti annegano
          e allontanano pensieri carichi di ombre.

          Da quelle trasparenze
          pretendono levità ed oblio,
          riemergendone illuse che l'Estate
          si estenda indefinita,
          offrendo, generosa,
          immortali e sovraumane virtù.

          Dall'estasi il risveglio, appostato,
          le desterà riportandole a terra,
          non dissolvendo tuttavia
          il piacere del ricordo.
          Composta venerdì 16 agosto 2013
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