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Scritta da: Gianluca Cristadoro

Estraneo

Estraneo
osservo questi luoghi.

Più nulla ancora
mi lega alle carte,
ove s'addensano idee
e ragioni lontane.

A quei sorrisi incoscienti,
che di sé si compiacciono,
figli di carriere fulgenti,
edificate sulle viscere
e l'altrui genio,
sull'onestà del lavoro,
sugli ammiccamenti ai potenti,
sulla rinuncia ad essere
donne e uomini seri.

Irriguardosi del giusto e del vero,
deboli alleati dell'umile,
ammaccati, sconfitti,
si prostrano
a protervia e superbia.

Vuoti mostri, accecati
dalla volontà
di esser primi,
di fronte al mondo.

Fantasmi un giorno,
memorie di miseria,
indegni compagni
dell'Uomo.
Composta lunedì 9 settembre 2013
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro

    Filastrocca della sera

    Filastrocca della sera,
    leggo al bimbo mio che spera
    di sognar di maghi e fate
    e di favole incantate,
    dove rose e prati in fiore
    accarezzan con amore
    i tuoi sogni di fanciullo
    dove i giochi son trastullo.

    Contro schiere di furfanti
    fan la guerra cento fanti
    tutti armati fino ai denti
    ma non conti fino a venti.

    Soldatini metti in fila,
    di giocattoli una pila
    poi di libri ne apri otto
    si riempie in un sol botto
    la tua stanza di giochini
    che di spazio pei piedini
    non c'è più e la mamma grida,
    sembra quasi una corrida.

    Ecco un toro, si fa sotto.
    Tu lo schivi e son diciotto!
    Poi ti fermi e ti rilassi.
    Scendi a fare quattro passi.

    Dove sta la tua energia?
    Io non trovo più la mia
    per rincorrerti in cortile.
    Ma son uomo e non un vile.

    Or ti afferro e poi ti piglio
    ti terrò adorato figlio
    fra le braccia mie di padre
    e di quelle di tua madre.

    Ora è tardi si va a letto
    non v'è più per tuo diletto
    tempo per giocare a dadi,
    con le carte o negli armadi.

    Filastrocca della sera
    legge il babbo tuo che spera
    che nel sonno più profondo
    cada tu ma non il mondo.
    Composta venerdì 6 settembre 2013
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      Scritta da: Gianluca Cristadoro

      I giochi del presente

      Si dondola il pensiero
      nel crogiolo delle memorie.

      Le accarezza, mutandone sembianze,
      alla vanità asservendole.

      E nel navigare si ritrova
      nelle stanze dell'infanzia
      con i giochi, non più sparpagliati.

      Fantasmi immobili,
      spettatori pietosi
      di viaggi e di sogni.

      Divenuti ora macchine
      senza vita,
      non più si concedono
      a fantasie di fanciullo.

      Immagini sbiadite
      e ingombranti.

      Nel ritornello dei giorni
      creano armonie dissonanti
      che tolgono il respiro,
      divorano il tempo,
      invadono la mente e i sensi.

      Afflitto, troverai la forza per
      ricacciarne indietro l'arroganza.

      Ne estinguerai il fuoco fatuo
      fuggendo la trappola mortale.
      Composta mercoledì 4 settembre 2013
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        Scritta da: Gianluca Cristadoro
        Zanzara

        Oh Insetto mio diletto!

        T'ho udito accanto al letto
        ronzar a più non posso
        e poi posarti addosso
        alle mie carni nude
        e, col tuo fare rude,
        la tua puntuta protesi
        ficcar non per ipotesi.

        Per poi un prurito atipico
        bruciar la pelle caustico,
        destando il corpo in fiamma
        che si trasforma in dramma,
        e in mille e cento ponfi
        le mani e i piedi gonfi.

        Che sonno stamattina
        co"sta carneficina
        c'hai fatto nel mio letto!
        Oh insetto maledetto!
        Composta venerdì 30 agosto 2013
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          Scritta da: Gianluca Cristadoro

          Poesia, creatura alata

          Creatura alata,
          che nel viaggio senza meta
          a me ti sei accostata.

          Una volta ancora
          hai spiegato la tua grande ala,
          robusta e soffice.

          Generosa mi accogli,
          concedi alla schiera di unirmi
          delle tante anime che ritrovo,
          più nobili,
          più esperte.

          Sanno come aggrapparsi
          e farsi condurre,
          indovine dei venti,
          delle correnti che ascendono
          e discendono improvvise.

          Le osservo,
          tento, ingenuo, di carpirne i segreti
          ed intanto m'avvinghio al tuo piumaggio
          sgomento del vuoto
          che alla vista si schiude.

          E mentre i timori, a poco a poco,
          si chetano, distratti da luce
          che armoniosa emani,
          corpo e pensiero, sodali,
          cavalcano sentieri invisibili,
          riempiono ceste d parole che
          mi vengono a cercare.

          Le rinnego,
          ma preferiscono sostare,
          accompagnandomi nel viaggio,
          finché, planando, mi ricondurrai
          al mio mondo,
          ormai alieno,
          non più mio.
          Composta venerdì 23 agosto 2013
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