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Scritta da: Gianluca Cristadoro

Filastrocca del primo giorno di scuola

Ecco qua noi siam tornati
e a te scuola siam mancati?

E voi aule silenziose?
Più non siete abituate
alle scene ancor festose
e dal chiasso frastornate?

Le matite sparpagliate,
temperini giù per terra,
con le gomme già smarrite.
e i quaderni chi li afferra?

La lezione può iniziare
la maestra fa l'appello
sento il cuore palpitare.
Ma chi spunta sul più bello?

Generoso è il "più" che aggiunge
alle mele un po' di scienza
ed il "meno" lo raggiunge
le sottrae e le da a chi è senza.

Già "più" e "meno" conosciamo,
sono note operazioni,
conoscenza oggi facciamo
di due nuovi compagnoni.

Uno è il "per" miracoloso
che non è pericoloso.

Se ciliegie lui ne ha tre
ai sei bimbi che stan sotto
io lo so ma dillo te!
Di ciliegie da diciotto!

Il "diviso" è il suo compare,
ingiustizie non sa fare!
Dieci penne se ha con sé,
ne da cinque a lui è a me!

Questa qui è soltanto una
delle cose che quest'anno
noi vedremo e che fortuna
se alla fine impareranno
tutti a scriver e conteggiare...

e noi stiamo qui a tifare!
Composta mercoledì 11 settembre 2013
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    Scritta da: Gianluca Cristadoro

    Sintassi e Semantica

    Per via di quello scritto della sera
    dormir si rivelò come chimera
    per Lei, protagonista della storia,
    che presto dimostrò un po' troppa boria

    con la sua ancella che il mattin seguente
    stendevasi per terra ormai impotente.

    Semantica, la prima, è la padrona
    Sintassi, la seconda, è la Sua serva
    che giorno e notte ormai vieppiù si snerva
    per ricondurre frasi ad una buona

    che in giro per la stanza sparpagliate
    Lei si ritrova spesso e un po' a brandelli
    lasciate da Semantica imbrigliate
    con molti ghirigori e troppi orpelli.

    Levatesi dal letto a notte fonda
    Semantica trovò l'umile ancella
    distesa a fianco al letto e la sua sponda
    destatasi da un urlo che sfracella:

    "Dalla mia vista togliti mia ancella,
    che la tua scarna e inutile carcassa
    l'incedere mi vieta e più non passa
    la nobil mia figura e si ribella

    a ostacolo che erigi al mio fulgore,
    all'estro folgorante e all'inventiva
    che la miseria umana e un po' corriva
    riscatta ridonandole l'ardore!

    Per sempre dunque muovi le tue membra!
    Chè della tua presenza non mi sembra
    rimasta esservi più né un'esigenza.
    Di te da adesso in poi potrò far senza!"

    Sintassi replicò con modo e ossequio:
    "Se Voi volete presto ì mi dileguo.
    Perdono chiedo o saggia mia padrona,
    solo a servirvi in fondo io son buona!

    Ad evitar franar più rovinoso
    ai vostri commendevoli pensieri
    che oggi sparsi tanto quanto ieri,
    avrebbero un destino assai penoso!

    Lo scheletro io son di Vostra grazia,
    la guida che ripara da disgrazia,
    la gabbia da cui uscire con licenza.

    Di me però giammai può fare senza
    Vostra figura nobile ma informe
    se vuol che di sua traccia lasci l'orme!"

    Semantica non colse quel discorso.
    Capì però che meglio avrebbe fatto
    a bersi un bel caffè o di vino un sorso
    e stringer con Sintassi un sacro patto!
    Composta martedì 27 agosto 2013
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      Scritta da: Gianluca Cristadoro

      Biancaneve e i sette nari

      Scrivon versi settenari,
      settenani con le mani,
      di diamanti e di miniere
      scrivon con le mani nere
      di fuliggin ricoperti
      scrivon senza esser scoperti
      da fanciulla che li aspetta
      nella gnomica casetta
      e che prima di mangiare
      li farà tutti lavare,
      non sapendo che così
      dalla storia toglie chi
      con poesie e poi filastrocche
      parla pure di albicocche,
      di animali e streghe orrende,
      fate, maghi e di merende.

      Non più scrivon sette nani,
      settenari con le mani.

      Tanto più che di quei versi
      poi scoprirono d'un botto
      a rifletterci un po' persi
      che le sillabe son otto!
      Composta lunedì 9 settembre 2013
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