Scritta da: Gabriella Stigliano

Passa radiosa, come la notte tersa

Passa radiosa, come la notte tersa
dai cieli stellati;
il meglio del buio e del fulgore
si incontra nei suoi occhi
addolciti a quella tenera luce
che il cielo nega allo sforzo del giorno.
Un'ombra in più, un raggio in meno, avrebbero
in parte guastato la grazia senza nome
che si posa sui capelli neri
o illumina il volto con dolcezza,
dove pensieri limpidi
svelano pura e preziosa dimora.
Su quella guancia, sopra quella fronte serena
sorrisi e colori parlano di pacifici giorni,
di un intelletto in armonia con tutto,
di un cuore che ama innocente.
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    Scritta da: Gabriella Stigliano

    La sera

    Come una indefinibile fata d'ombre
    vien da lungi la sera, camminando
    per l'abetaia tacita e nevosa.
    Poi, contro tutte le finestre preme
    le sue gelide guance e, zitta, origlia!
    Si fa silenzio, allora, in ogni casa.
    Siedono i vecchi, meditando. I bimbi
    non si attentano ancora ai loro giochi!
    Le madri stanno siccome regine.
    Cade di mano alle fantesche il fuso.
    La sera ascolta, trepida pei vetri:
    tutti, all'interno, ascoltano la sera.
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      Scritta da: Gabriella Stigliano

      L'angelo

      Con un cenno della fronte respinge
      lungi da sé ogni vincolo, ogni limite
      perché per il suo cuore passa alto e immenso il ciclo
      degli eventi che ricorrono eterni.

      Nei fondi cieli scorge una folla di figure
      che lo chiamano: riconosci, vieni -.
      Ciò che ti pesa, perché lo sostengano,
      non affidarlo alle sue mani lievi.

      Verrebbero di notte a provarti nella lotta,
      trascorrendo la casa come furie,
      afferrandoti come per crearti
      e strapparti alla forma che ti chiude.
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