Poesie inserite da Francesco Andrea Maiello

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Scritta da: Francesco Andrea Maiello

La ramanzina del nonno

Benvenuto nipote,
sei appena arrivato
e già ti assillo
da nonno brontolone.
Da un magico impasto
di spirito e materia
nasce la vita
e sin dal primo impatto
scintilla il pensiero
dapprima sol d'impiccio
ma poi un vero impaccio.
Nel tuo intimo, infatti,
si troverà alla mercé
di due terribili sorelle,
anima e mente che,
tra urla e strilli,
se le diranno
e di santa ragione
se le daranno.
Mantieni allor
a distanza la mente
con la sua buia,
egoistica invadenza
e fidati dell'anima
con la sua confortevole,
discreta presenza,
perché in questa luce
dagli albori della vita
troneggia la coscienza
che illumina il pensiero
per ideazione e,
come tu ben testimoni,
trasmette amore
per generazione.
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    Scritta da: Francesco Andrea Maiello

    La scala della vita

    Nell'umana evoluzione
    un dì fu sacra unione
    del gene con il cromosoma
    e così nacque il genoma.
    È il codice genetico
    dell'umana identità
    che lassù ci porterà
    con la scala elicoidale
    a doppio corrimano
    di uno zucchero pentato
    e di un composto fosfato
    su scalini intercalati
    di basi azotate
    tra loro ben appaiate
    ma debolmente legate
    per sostener la scalata
    con la materia scrollata.
    Fu proprio in quel dì
    di consacrata unione
    del Gene spirituale
    con il soma geniale
    che vide luce
    la vita sulla terra e,
    da una magica tripletta,
    nasceva la nostra casetta
    di mattoni colorati
    con arte intercalati.
    Alla struttura cellulare
    provvedeva l'entità nucleare
    che prima si duplicava
    poi si riproduceva
    e infin nuova vita generava
    con il DNA scrittore
    e l'RNA vettore
    a trasmettere il messaggio
    all'organulo traduttore.
    È questa in sintesi
    la favola della vita
    lassù in alto creata
    e solo per noi scritta
    con inchiostro indelebile,
    a noi resta la facoltà,
    in tutta libertà,
    di ben educare i figli
    all'amore per la verità
    da tramandare ai posteri
    per il bene dell'umanità.
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      Scritta da: Francesco Andrea Maiello

      L'arteriosclerosi

      È sotto la coperta endoteliale
      del letto vascolare che riposa
      la nostra vetustà
      in veste di ateromasia,
      segnale di circolo precario,
      a meno che le mirabolanti statine,
      azzerando il rischio del colesterolo
      e riducendo l'ispessimento
      per deposito tra le lenzuola intimali,
      non ci diano l'immortalità
      per le vie dell'anima che,
      velocizzate dalla mitica aspirina,
      sconfinano nella verità.
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        Scritta da: Francesco Andrea Maiello

        La musa divina

        Fantastica Musa,
        mia divina ispirazione
        e sublime poesia,
        hai classe affascinante
        con quel tuo incedere elegante
        sulle ali di uno spirito soave
        così illuminante,
        sei un sogno estasiante
        e fai volare in paradiso.
        Se per caso sol ti incrocio
        alla dolce tua visione
        mi si attanaglia la bocca,
        mi si incaglia la lingua,
        s'ingarbuglia la mente e
        incacaglio, quasi raglio
        come un asino per l'abbaglio.
        Nel profferir poi con l'incanto
        della tua vocale melodia
        in tanta armonia allor
        davver non capisco più niente
        e da povero incosciente
        sembro un vero deficiente.
        Il cuore di scatto mi si accelera,
        il fuoco divampa, il caldo mi prende,
        il calore incalza, tutto mi si accende
        in ogni versante, ma poi per il dolor
        scoloro con il sudore sulla fronte,
        un profumo mi pervade e,
        pregustando l'immortale,
        rischio seriamente in tua presenza
        di dipartir all'istante... miseramente.
        Solo così avrà tregua la mia anima
        gemente e, sempre tanto deriso
        per le mie stranezze allucinanti
        con la cirrosi psicosomatica
        non più obnubilante, ti avviso,
        fu Aristotele a darmi conforto:
        "non c'è grande genio
        senza una dose di follia".
        Ingrata gastroenterologa,
        per scontar giusta pena terrena,
        nel tempo a venire, mi ricorderai
        come una pesantezza sullo stomaco,
        tanto me ne dispiace,
        e in eterno ti resterò sulla coscienza
        che sempre così limpida hai.
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