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Poesie inserite da Francesco Andrea Maiello

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Scritta da: Francesco Andrea Maiello

La luce della Poesia

Sei il mio raggio di luce,
divina Musa,
rifletti in versi la voce
e la passione converti
in rime baciate
che neanche nel sonno
mi fan trovar pace.
Mi riscaldi però il cuore,
dolce Poesia,
dal gelo dell'inverno
e mi illumini la mente
dal buio dell'inferno,
facendomi sognare
momenti di amore
ma anche scordare
tormenti di dolore.
Sei luce universale
che mi acquieta
la vita sentimentale
e mi corrobora
di spirito vitale
per declamarti a Poesia
proprio io che sono solo
un misero mortale.
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    Scritta da: Francesco Andrea Maiello

    Bentornata Poesia

    Se sol riappari,
    mia dolce Poesia,
    il buio scompare
    la mente si riaccende
    il cuore si riprende
    e l'anima risplende.
    È uno spettacolo vederti
    resta un'impresa parlarti
    ma l'oracolo dice di aspettarti.
    Intanto sul vuoto depressivo
    si stampa una missiva
    che inneggia all'amor,
    l'unico vero valor
    che ti fa tanto penare
    ma davvero amare.
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      Scritta da: Francesco Andrea Maiello

      L'evoluzione della vita

      Quando la vita
      sulla terra nacque,
      fu con le piante
      che cominciò a respirare
      e l'inerte materia
      con il serpente
      iniziò a strisciare.
      Di poi la vita
      sulla scala evolutiva
      con le bestie
      arrivò ad annusare
      e con lo scimpanzè
      imparò a camminare,
      ma fu con l'uomo
      che s'ingegnò a pensare
      e, proprio da qui,
      la polvere sortì
      materia cerebrale.
      Solo con Broca, però,
      il cervello cominciò
      a parlare e d'allor
      s'incominciò a localizzare
      la funzione corticale
      con l'antica struttura
      per l'emotivo
      e con l'area associativa
      per l'intellettivo.
      Sarà da questa sede
      che la flebile coscienza
      si farà sentire
      se ormai da tempo,
      per afasia sensoriale
      in sede temporale,
      nessuno l'ascolta più.
      E così se un dì,
      con ricetta galenica,
      lo spirito naturale
      si raffinava in vitale
      e poi ci vivificava
      da spirito animale,
      d'ora in avanti, invece,
      la fucina epatica,
      centrale metabolica,
      cuocerà a fuoco lento,
      sulla fiammella ipotalamica,
      centralina psicosomatica,
      la giusta miscela umana.
      Va enfatizzata, però,
      l'educazione morale
      così da pervenire
      dalla raffinatezza neuronale
      alla purezza della cellula spirituale,
      che con il suo amor
      ci donerà l'anima
      e la polvere di quel lontano dì
      per noi sarà un orizzonte di luce.
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        Scritta da: Francesco Andrea Maiello

        SuperMario, un DNA d'autore

        Le stelle del pallone
        sono Pelè e Maradona
        ma oggi l'astro splendente,
        vero asso vincente,
        è Messi del Barcellona.
        Dall'Olimpo alle nostre vette
        tra lampi, tuoni e saette
        ci fu il genio del golden boy,
        il sinistro di rombo di tuono,
        anche l'urlo di Tardelli
        poi vennero i gemelli,
        perfino un certo Ravanelli,
        ma adesso c'è Balotelli.
        Con un tiro al fulmicotone
        ha impallinato i teutoni,
        mentre con la cresta di gallo,
        novello Apollo,
        impollinerà tante donzelle.
        Sol dei gol v'è certezza...
        se non c'è calcioscommesse,
        oggi la certa paternità
        reclama la prova del dna
        e per troppa libertà
        non c'è patria potestà.
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          Scritta da: Francesco Andrea Maiello

          Revival letterario

          Con la diva di Omero
          a cantar Achille
          furon le gesta a far scintille,
          di poi con le Muse di Esiodo
          furon gli dei a lanciar faville
          sicché dal mar di Lesbo
          emerse d'incanto
          di una sirena il canto
          con la passione di Saffo
          che ancor i versi incanta,
          finanche Alceo l'amante
          mentre Anacreonte cantor
          con il vino brinda all'amor.
          In volo pindarico siamo
          ad Eschilo, Sofocle ed Euripide
          in cui c'è sol tanta tragedia,
          ma da Erodoto, Tucidite
          e Senofonte inizia pure la storia
          con la mitica scrittura di Platone
          che nell'allievo Aristotele
          divien perfin scientifica.
          Dalla filosofia alla natura
          tra i fiori dei campi
          spuntan gli idilli di Teocrito
          ed è poesia bucolica,
          ma è la cura di Callimaco
          a sublimare la poesia
          con la raffinatezza dell'elegia.
          Qui nasce la poesia latina
          con l'odi et amo di Catullo,
          indi dalla Delia di Tibullo
          alla Cinzia di Properzio,
          dopo la ratio di Lucrezio,
          è ars amatoria con Ovidio
          che gli costa la relegatio
          mentre con il labor limae
          la scrittura di Orazio
          assurge ad ars poetica
          e a noi comuni mortali
          rimane Cicerone
          a tediarci con le versioni.
          Da Omero a Ennio si passa
          dal padre della scrittura
          al pater della letteratura,
          ma è Virgilio a sintetizzar
          la classica cultura,
          dove affonda le sue radici
          la feconda lingua italica
          ispirata dall'eccelso Dante,
          padre nostro terreno.
          E così dal dolce stil novo
          spunta l'italica lingua
          a cantar l'amor per il bello,
          quell'idea in Platone,
          che si spiritualizza in Dante,
          si enfatizza in Petrarca
          e si materializza in Boccaccio.
          Nella sintesi letteraria
          vien adesso il Poliziano,
          raffinato poeta docente
          e professor dè Medici
          poi Bembo, Ariosto e Tasso
          sono la propaggine letteraria
          dell'arte rinascimentale e,
          infin, dal barocco di Marino,
          si vola all'infinito di Leopardi
          nei cui versi è dolce naufragar,
          ma è dei promessi sposi
          che non v'è più traccia e qui,
          a mò di don Abbondio,
          è la morale che si lava le mani.
          A concluder la carrellata
          ecco l'irrequieto Foscolo
          a cui tanto somiglio
          perché in me rivive
          quello spirito vitale
          che anela alla quiete
          dopo una vita in tempesta
          tra perigli e battaglie
          e che in versi enfatizza
          l'amore fraterno.
          Lui ebbe Giovanni,
          giocatore morto a Venezia
          nel fiore degli anni,
          io ho avuto Mario,
          il fior fiore dei giocatori,
          venezian d'adozione,
          che da tempo m'ispira
          per farmi diventar
          autentico scrittore
          ma, tra calcio e carte,
          schedine e casinò,
          penso che mi resterà fama
          di enciclopedico giocatore.
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