Le migliori poesie inserite da margherita1

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Scritta da: margherita1

L'amica dell'amico

Passeggiamo a notte tarda
i nostri passi rimbombano
nel buio che ci segue.
Sono ore che parli di lei,
e soro ore che ti consolo.
Dispenso consigli sul da farsi,
ti assecondo nel tuo farneticare,
asciugo le tue lacrime
che bruciano in me
come piombo fuso.
Sei in collera con lei,
arrabbiato con te stesso.
Cerco di mettere pace
tra i litigi d'innamorati.
I tuoi passi veloci
mi lasciano indietro,
ti rincorro mentre parli.
Lo squillo nella tua tasca
squarci l'aria
nella strada deserta.
Ora ridi, piangi, dici:
Si, si, si amore!
Mi mando un bacio
con la mano mentre
ti allontani felice.
Sulle tue labbra leggo
'sei un'amicà!
Sì sono tua amica
che mai sarà tua amica.
Prendo il cuore e lo getto
nel cassonetto aperto.
A che mi serve ormai?
Composta mercoledì 27 giugno 2012
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    Scritta da: margherita1

    Giochiamo a poker?

    Adesso so che hai barato.
    Hai mescolato le carte
    e come abile prestigiatore
    hai nascosto l'asso nella manica.
    Ho giocato questa partita a due,
    sicura che solo la fortuna
    poteva condizionare il gioco.
    Ingenua ridevo mentre
    credevo di vincere e tu
    sornione lo lasciavi credere.
    Quando ormai avevo
    la partita in mano,
    mi hai sorriso con lo sguardo
    del gatto che sta per mangiare il topo.
    Hai tirato giù il tuo falso
    poker d'assi, raccolto le fiches
    dicendo:
    'Non ho più voglia di giocare.
    In mano ho solo carte inutili.
    Il tavolo vuoto, partita persa.
    Nessuna possibilità di rivincita.
    Composta mercoledì 2 maggio 2012
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      Scritta da: margherita1

      Vorrei parlarti d'amore

      Vorrei parlarti d'amore.
      Vorrei trovare parole.
      Le ho cercate nello spazio del tempo
      vuoto d'attesa che mi divide da te.
      Nei fondi della tazza di caffè
      quando mi sveglio la mattina
      con il fermaglio tra i capelli.
      Cerco tra le coperte cadute dal letto
      quando la notte non ti sento
      anche se so che ci sei.
      Tra i binari del treno che
      corre-lento per l'impazienza
      mentre mi porta da te.
      Le cerco tra le parole di un
      vecchio vinile che ha sapore
      di musica che ricorda un'altra storia.
      Nella mia antologia nascoste
      tra le pagine sgualcite insieme
      ad un biglietto dell'autobus
      lasciato lì chissà quando.
      Dietro ai vetri della finestra
      quando annoiata guardo
      cadere la pioggia di Marzo.
      E ancora tra i tasti del telefono
      dove è rimasta imprigionata
      la tua voce insieme alla mia.
      Dentro l'armadio quando
      scelgo un vestito che so
      piacerebbe a te.
      Allora ti dico che le parole non
      servono per parlare d'amore
      perché tutto questo è già amore
      senza bisogno di parole.

      Franca Mercadante.
      Composta mercoledì 11 aprile 2012
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        Scritta da: margherita1

        Il senno del poi

        Se non avessi piantato
        chiodi nel tuo cuore.
        Se non avessi prosciugato
        i tuoi occhi come pozzi neri.
        Se non avessi punto la
        tua mano tesa
        come un ape dispettosa.
        Se non avessi riso
        davanti alla tua anima nuda.
        Oggi non sarei a
        rivedere alla moviola
        la stessa scena.
        Ancora... Ancora... Ancora.
        Se non avessi avuto paura di
        morire d'amore,
        trafitta dal dolore della gioia.
        Se... Se... Se...
        Ora saremmo seduti
        a dondolarci sul ramo
        di un albero.
        Saremmo a pescare
        cavallucci marini
        sul fondo del mare.
        A cercare trifogli
        nei prati del cielo.
        Ad aspettare Maggio per
        veder sbocciare la prima rosa.
        Ma ormai, dispersi nel mondo
        e dimenticati dal tempo,
        percorriamo vie che mai più
        si incontreranno.
        Composta lunedì 19 marzo 2012
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          Scritta da: margherita1

          Il muro di parole

          Mi scagli addosso le parole
          che come pietre mi colpiscono
          lasciando ferite che non si rimarginano.
          Le parole che dici escono a caso
          si accavallano una sull'altra,
          prendono forma, peso e si
          rovesciano su di me senza
          che io possa fermarle.
          Resto muta senza riparo.
          Poi torna il silenzio, e tu
          ormai pago delle tue ragioni,
          torni a posare il capo
          sul mio grembo, come un bambino
          che cerca il perdono,
          ma la mia mano si ferma in attesa
          senza riuscire a posarsi sui tuoi capelli.
          Dammi tempo, le parole che hai lanciato
          non sono riuscita a schivarle e
          mi hanno colpita dritto al cuore,
          che ora dolente cerca una scusa
          perché questa mano possa
          posarsi ancora sul tuo capo,
          troppe volte hai parlato,
          troppe volte ho taciuto.
          Ora alzati, raccogli quelle pietre
          posale una sull'altra fino
          a costruire un muro, perché tu possa vedere
          come è alto e che tu possa capire
          che quel muro che tu stesso hai costruito
          ci divide irrimediabilmente e non
          potrà più essere abbattuto.
          Composta mercoledì 4 gennaio 2012
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