Poesie inserite da Fedel Franco

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Scritta da: Fedel Franco

Com'e' dolce....

Com'è dolce dormir sotto erba
inzuppata di rugiada.
Non sentir più la sveglia
che richiama all'obbedienza.
il corpo cancella indisturbato
ogni travaglio terreno;
un fresco ripostiglio di rovere e abete:
la gioia di non dover soffrir fame e sete.
Sciami di vermi circuiscono
quel corpo supino;
per un appetitoso pasto.
E nel campo consacrato
mano divina stende
il sudario del conforto
sul cenere senza favella.
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    Scritta da: Fedel Franco

    Parole preziose

    Non hai bisogno di parlare: l'ho letto nei tuoi occhi.
    Non piangere adesso, mi renderesti essere inutile.
    vuoi regalarmi delle lacrime che io ho versato per te.
    All'ombra di un piccolo giardino,
    dinanzi a un tavolino che sa tutto di te.
    L'angoscia padrona, memore dell'ironia
    che vuol sopraffarla, si camuffa da serenità.
    Ho in tasca le tue parole.
    Sono oro e argento
    per il fidato custode.
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      Scritta da: Fedel Franco

      12 gennaio 2002 la gioia dei cieli

      È l'ultima notte: apogeo di un lungo tempo glorioso.
      Sogno eppure son desto.
      Riflesso di immensa luce riempie il mio letto.
      Non voglio pronunciare lai: ormai è finito
      il periodo di guai.
      Le fitte assassine sono pallido ricordo.
      Dinanzi a me una grande porta attende il mio
      definitivo ritorno.
      Una grande tavolata: stupendamente agghindata
      di gustose leccornie.
      Tanti santi seduti li intorno.
      attendono con dissimulato entusiasmo
      l'ultimo fedele commensale.
      Un posto vuoto spicca vicino al desco.
      C'e ' scritto un nome è proprio Francesco!
      Lo sguardo di ghiaccio, smarrito il respiro,
      ritrova quiete nel riposo di un ghiro.
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        Scritta da: Fedel Franco

        Don gnocchi

        Il cappellano alpino si veste di candore
        sulle sponde del fiume Don.
        È il conforto di ogni soldato;
        il confessore indulgente
        del peccatore impenitente.
        la guerra è finita; scomparsi i soldati
        sostieni i bambini
        dalle penne esplosive martirizzati.
        Lacrime affrante versa il bambino
        mentre agita con vigore il moncherino;
        abbarbicato sulle spalle
        del roccioso alpino.
        devoto omaggio dinanzi a una bara,
        a un combattente che al fronte
        e non spara.
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          Scritta da: Fedel Franco

          Catania

          Centro fiorente, di genesi calcidese, svetti ad alta quota emblema di un paese
          Agata tua martire protettrice, Vergine Santa, che dalla lava salvò le tue vestigia
          Terremoti non hanno spezzato la smania vitale, ma ricostruita,
          domini indisturbata sulla costa orientale
          Agricoltura e Artigianato ti orlano con prolifici prodotti; Arti e Lettere hanno baciato la mente dei tuoi figli dotti
          Notte quiete, minacciata invano dai forti boati di un vulcano
          Ionio luccica abbagliante di gioiello che fende le spumeggianti onde con passo da gigante
          Ardi d'estate di calura soffocante, ma la brezza marina mitiga la sete opprimente.
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