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Scritta da: perlanerauno

Parole al vento

Ed era una Poesia quell'atmosfera
sul fremito del vento che tremava
la fiamma alla candela, la paura
del buio alimentata dalla sera
e il mare che sfiorava la ringhiera.

Li mossi dentro l'acqua i primi passi
dei sogni che svanivano tra i veli
di vele all'orizzonte e gli occhi rossi
di nostalgia cercarono riflessi
di stelle nelle stille e... quante falle!

La bolla sballa sull'inconsistenza
del niente, ognuno scrive ciò che sente,
la mano tesa chiusa dentro un pugno
d'aria, parole a caso e per il naso
ti prendi dietro il nulla che confondi.

Vuoi un vaso in raso rosa? rosicchiato?
o preferisci il freezer con la neve
di primavera, inverno, il giorno breve
già foderato d'alito notturno?

Merlino soffia il fuoco da un camino
di fumo senz'arrosto, forse appanna
la vista, ma non sazia, non conquista,
meglio una buffa nuvola di panna
che adombra il sole e al buio non inganna.

Parole, quanto è facile incartarle
col luccicore di lustrini, fiocchi,
nastrini, pizzi, merli e sono sberle
per chi col niente si ritrova a berle.
Composta mercoledì 23 gennaio 2013
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    Scritta da: perlanerauno

    L'aurora ha già chiuso i battenti

    Ma no, non è niente, soltanto
    quel cupo sapore del cielo
    che adombra il silenzio e mi sento
    un filo sulle ali del vento.

    Disegno con gli occhi e il pensiero
    le nuvole gonfie di nulla,
    le sfrangio, le sfumo, le giro
    tra un soffio di luce e un sospiro.

    L'aurora ha già chiuso i battenti
    sul fiume e le arcate dei ponti,
    il freddo nel vuoto dei guanti
    fa stringere, battere i denti.

    La morte è già stata annunciata
    da cronache e sangue esaltato,
    la vedi? Si aggira sul prato
    più scaltra di chi l'ha schivata.

    È scesa laggiù in quella fossa
    portandosi via il suo bottino
    di anime, sguardi e sorrisi
    che pare lasciare al cammino.
    Composta lunedì 21 gennaio 2013
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      Scritta da: perlanerauno

      Tempo da neve

      Tempo da neve e nivee lune nuove,
      vedremo ancora un'alba arrampicarsi
      sui vetri della notte che si beve
      promesse eterne di una luce breve.

      Il mare scioglie a riva i cavalloni,
      la rena confiscata dai castelli,
      i grattacieli, bolle, campanelli
      d'allarme e mani armate d'illusioni.

      Domani è questo giorno che si chiude
      nel pugno il sogno di un'altra manciata
      di vita, vento, polvere e ricordi
      che fioccano silenti avanti agli occhi.
      Composta giovedì 17 gennaio 2013
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        Scritta da: perlanerauno

        Coperto di neve

        Il cielo è coperto di neve
        fumosa e dai monti imbiancati
        rifulge il suo ghiaccio pallore
        che gela lo spazio, lo strazio
        del fiume, i singhiozzi nel cuore.

        Pioviggina un soffio di vento
        tra i rami dei pioppi grondanti
        scintille di luce, ombre oblique
        sui visi di rari passanti.

        Poi il cupo, profondo silenzio
        serale dilata il pensiero,
        la notte mi abbatte il respiro...
        Quel cielo non dà alcun riparo.
        Composta mercoledì 16 gennaio 2013
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          Scritta da: perlanerauno

          Pioggia d'agosto

          Nel mio giardino triste ulula il vento,
          cade l'acquata a rade gocce, poscia
          più precipite giù crepita scroscia
          a fili interminabili d'argento.
          Guardo la Terra abbeverata e sento
          ad ora ad ora un fremito d'angoscia.

          Soffro la pena di colui che sa
          la sua tristezza vana e senza mete;
          l'acqua tessuta dall'immensità
          chiude il mio sogno come in una rete,
          e non so quali voci esili inquiete
          sorgano dalla mia perplessità.

          "La tua perplessità mediti l'ale
          verso meta più vasta e più remota!
          È tempo che una fede alta ti scuota,
          ti levi sopra te, nell'Ideale!
          Guarda gli amici. Ognun palpita quale
          demagogo, credente, patriota.

          Guarda gli amici. Ognuno già ripose
          la varia fede nelle varie scuole.
          Tu non credi e sogghigni. Or quali cose
          darai per meta all'anima che duole?
          La Patria? Dio? l'Umanità? Parole
          che i retori t'han fatto nauseose!...

          Lotte brutali d'appetiti avversi
          dove l'anima putre e non s'appaga...
          Chiedi al responso dell'antica maga
          la sola verità buona a sapersi;
          la Natura! Poter chiudere in versi
          i misteri che svela a chi l'indaga!"

          Ah! La Natura non è sorda e muta;
          se interrogo il lichéne ed il macigno
          essa parla del suo fine benigno...
          Nata di sé medesima, assoluta,
          unica verità non convenuta,
          dinanzi a lei s'arresta il mio sogghigno.

          Essa conforta di speranze buone
          la giovinezza mia squallida e sola;
          e l'achenio del cardo che s'invola,
          la selce, l'orbettino, il macaone,
          sono tutti per me come personae,
          hanno tutti per me qualche parola...

          Il cuore che ascoltò, più non s'acqueta
          in visïoni pallide fugaci,
          per altre fonti va, per altra meta...
          O mia Musa dolcissima che taci
          allo stridìo dei facili seguaci,
          con altra voce tornerò poeta!
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