Scritta da: perlanerauno

Non ci siamo persi abbastanza

Ma noi non ci siamo persi abbastanza
per aver voglia di cercarci ancora
nel limite sbiadito della sera
e dare agli occhi un fiato di speranza.

Il cielo è senza squarci, senza scorci
d'azzurro nel suo fumido respiro
di grigio opaco mescolato al nero
che scivola tra i fili del pensiero.

Ma non ci siamo persi poi abbastanza
se stare insieme è come per favore
e si rimane soli a percepire
il freddo in cui si spezzano le ore.
Composta martedì 9 aprile 2013
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: perlanerauno

    Ma che titolo!

    Noi non chiamammo Amore il nostro viaggio
    che fu partenza senza più ritorno
    della speranza di vedere insieme
    l'aurora ricamare il nuovo giorno
    col vento rosa e silenziose rime.

    Io dissi l'infinito e vide il nulla
    nel teschio della luna, orbite vuote,
    senz'anima, la luce di una stella
    divenne un buco d'impressioni mute.

    No, non chiamammo Amore il nostro viaggio
    che fu un pellegrinaggio senza meta,
    il girotondo di una cantilena
    stonata ma che titolo: "Il Poeta"!
    Composta sabato 26 gennaio 2013
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: perlanerauno

      Sul crinale dei monti

      Lassù sul crinale dei monti
      scintilla una goccia di luce
      sfocata che bagna la sera
      di un nuovo silenzio, di pace.

      Tra i nudi respiri dei pioppi
      un fiato di vento brunito
      singhiozza il profumo dei ceppi,
      la cenere, un passo smarrito.

      Cammino con me e il mio nessuno
      tra scricchioli d'ombre, portoni
      smaltati, una nuvola e un pieno
      di stille del mare lontano.

      Prosegue da solo il pensiero
      fuggendo da un buco di terra,
      lassù nel purissimo nero
      stellare ove il cielo sussurra.

      Dimentico il male sentito
      di cui non m'importa più niente
      sentendo il suo verso infinito,
      la sola Poesia che non mente.
      Composta sabato 26 gennaio 2013
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: perlanerauno

        La luce che si oscura

        Da quando andasti via non ho più luce,
        ti sei portato pure il contatore,
        il contagocce, grucce e dove prima
        ci avevo il cuore adesso c'è l'abisso
        in cui ci affosso tutto il mio dolore.

        Non ti facevo sai così venale,
        venoso, artificioso e ti ho dipinto
        con l'acquarello azzurro del maestrale
        per metterti su in cima al primo piolo
        che sfiora il cielo e caddi dalle scale.

        Le stelle che credevo d'aver visto
        non erano lassù nell'infinito
        ma giù nel sottosuolo in cui ho sbattuto
        la testa e con lo spirito azzoppato
        riprendo ogni mia briciola rimasta.

        Da quando andasti via non c'è più luce
        però ho trovato un alito di voce
        ironica, la chiave di lettura
        che smonta la Poesia alla nostalgia,
        è un fiato di sepolcro in questa via.

        Macabra? Si, ma è poi un dato di fatto
        guardando la realtà che seppellisce
        un verso dietro l'altro con parole
        la luce che si oscura in faccia al sole.
        Composta giovedì 24 gennaio 2013
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: perlanerauno

          Non fare il San Tommaso!

          Lo giuro che è fiorita stamattina
          nel mare che tenevo dentro il palmo
          di mano chiusa e aperta come porta
          girevole sul guscio della luna.

          Uscirono dall'acqua i cavalloni,
          le cavallette e mucche con il latte,
          un mucchio d'incredibili visioni
          sentite e udite... che rivelazioni!

          Mi è preso un colpo, quasi non credevo
          che il tutto era nel braccio della rosa
          che punse il cuore e lo portò in ascesa
          e vuoi che non ti dica la sorpresa?

          Hai perso tempo? Dai, facciamo i seri,
          non percepisci il grande sentimento
          tra questi immaginifici lavori
          in cui descrivo tutto quel che sento?

          E tu ci devi credere! Davvero
          ho visto poi quell'asino volante,
          planare sulla scuola, dai non fare
          il San Tommaso e leggi con il cuore!
          Composta mercoledì 23 gennaio 2013
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di