Poesie inserite da Dario Pautasso

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Scritta da: Dario Pautasso

Un nuovo filo

Sospinti da imprevedibili venti
Vorticano pensieri
Poggiandosi talvolta su cime di presunte
Certezze
Talvolta ancora scivolando nell'aere
Instabile.
Come semi di soffioni
Come polvere inquadrata da un raggio
Di sole
Si sollevano
Dolcemente alti,
Quindi nuovamente riposano al suolo
Taciti,
Tremanti.
Attendono un nuovo filo di brezza
Che si lasci cavalcare
Coraggiosamente.
Composta mercoledì 1 ottobre 2014
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    Scritta da: Dario Pautasso

    La notte

    La Notte ha un suono azzurro
    come il mare.
    I pensieri a lungo taciuti
    s'inerpicano alti come trame di rovi.
    S'accendono lumi che la luce del giorno
    non conosce.

    Nel buio sono solo
    solo mio.
    Mi possiedo interamente
    come un abbraccio.

    La Notte è piena, pigra, inerte, ferma:
    s'infrange adagio
    in orde di canti antichi.

    Nel buio sono io
    completamente.
    Il mio corpo non proietta ombre
    non si separa:
    è fedele a se stesso.

    La Notte ha il sapore rotondo
    di un labbro socchiuso.
    Scende in fondo
    nei miei anfratti più scuri...

    ... borbotta, infine
    tace.
    Composta mercoledì 23 aprile 2014
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      Scritta da: Dario Pautasso

      Il Sole

      Sono entrato nella piazza
      curvo sotto il peso
      che portavo ben chiuso sulle spalle:
      la gente ronzava come sempre
      ed io ho detto: eccovi!
      Eccovi il sole,
      non ve l'aspettavate da me!
      Ho lasciato cadere quella palla
      infuocata di meraviglia
      proprio lì, ai miei piedi.

      Tutti si coprivano il volto,
      abbassavano lo sguardo
      urlavano come impazziti.
      Spegni quella maledetta luce!

      Ben presto la piazza era vuota
      solo il vento brontolava nel candore.
      Le persone, tutte, chi qua chi là
      s'erano rifugiate nelle stalle
      nei bunker antiatomici
      nelle cave delle miniere
      ovunque fosse buio.
      Abbandonai il sole e le seguii
      dentro uno scantinato sudicio
      immondo d'odori di
      sudore e lacca e fiati gravi
      e deodoranti e merda e paura.
      Allungai le mani per farmi spazio
      e sentii le forme cadenti
      dei corpi compressi nell'oscurità,
      m'appoggiai al ventre obeso
      di una vecchia donna
      che si strinse al muro bestemmiando
      e finalmente ero calmo
      finalmente sicuro
      finalmente a casa.
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