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Le migliori poesie inserite da Dario Pautasso

Questo utente ha inserito contributi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Dario Pautasso

Daccapo

Occhi d'un cielo d'inverno,
iridi smeraldine, ghirlande lucenti:
m'avvolgono.
Accasciarmi e risalire
al loro scintillio
è un po' la mia vita.
Così mi geli
infinito ghiacciaio di pace.
Così m'accendi
sole verde, basso,
sole d'alba.

Labbra vermiglie, labbra di carne viva
attendono silenziose, vibranti
come un taglio di luna rossa.
Aspettano labbra più sciatte
ma più coraggiose nel venirgli appresso.
Le accolgono.
Labbra di lampone, ruvide
vellutate,
scelte da mano d'artista.
Labbra nere di cera intiepidita.
Labbra che odorano di vento
e di ciliegia scura.
Le cerco tra le trame del viso.
Le prendo. Le assumo.
Medicina dell'animo, veleno
del mio cuore
frettoloso.

Alle volte ti cerco tutta intera
e la tua espressione volubile,
mutevole di volta in volta,
mi rende cieco.
Sono qui – mi dici.
Eppur dev'essere un altro amore
che sto avvicinando.
Una forma nuova,
un pensiero del tutto diverso.

È bellezza – mi dice qualcuno
- vive di metamorfosi.
Va bene, di nuovo m'accascio
e risalgo.
Come daccapo.
E tu sei la stessa.
Composta giovedì 29 gennaio 2015
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    Scritta da: Dario Pautasso

    La canzone del ritorno

    Certe sere raggiungiamo la casa
    Come da lunghi viaggi
    Mai intrapresi.
    Ci pare estranea la collocazione degli oggetti.
    Alcuni mai li abbiamo conosciuti.
    Rincorriamo ritagli di luce sulle pareti
    O la solida tangibilità delle cose note.
    Invano.

    Il gatto che ci cerca
    Nel suo brontolio di tenerezza
    Ha sfumature che non ricordiamo.
    Una nostalgia di parole immaginate
    Satura lo spazio
    Come una saudade antica
    Una miope nostalgia.

    Ora la luna riaccende uno sguardo
    Mai scambiato con alcuno
    Ora le stelle disegnano spazi
    Di tempi mai esistiti
    Ora la memoria ringiovanisce
    Passioni congelate in ere differenti.

    Così viviamo due vite
    Mano nella mano con noi stessi
    I pensieri altrove
    Lontani
    Scompigliati da uno stesso vento.
    Composta giovedì 21 aprile 2016
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      Scritta da: Dario Pautasso

      Sono un uomo

      Io sono la luce che ti spoglia,
      il fiato freddo del cielo,
      sono l'albero che muore
      nella foresta.
      Sono il canto della pioggia
      e lo scuro scorrere del tempo.
      Sono un passo traballante
      nel buio di una notte immensa
      poco prima di un nuovo giorno.
      Sono Dio che rimira oltre la collina
      sono la freccia scagliata nel vuoto,
      il turbinio delle vostre parole,
      il gioco matto di un bambino
      nel sorriso della madre.

      Sono la cera che fa illuminare
      il cammino oltre un orizzonte
      che non porta a nulla.
      Sono la mano calda del padre
      nel ricordo di mille placidi errori.
      Sono l'abisso oltre le nuvole,
      il sasso del sentiero
      e l'immota grandezza del cielo.

      Sono un uomo.
      Composta martedì 19 marzo 2013
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        Scritta da: Dario Pautasso

        La mia tristezza

        Prova a chiedere ad un bambino
        cosa non vada,
        perché stia piangendo:
        allargherà le braccia,
        scuoterà la testa,
        piangerà, dirà: "non lo so",
        "ho paura".

        È la tristezza.

        Io talvolta mi aggiro
        muto come una tomba,
        le gambi tremanti.
        "Cosa c'è che non va?".
        "Sono un bambino", vorrei dire.
        Ma allargo le braccia,
        e sussurro "ho paura".

        È la mia tristezza.
        Composta giovedì 16 luglio 2015
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          Scritta da: Dario Pautasso

          La notte

          La Notte ha un suono azzurro
          come il mare.
          I pensieri a lungo taciuti
          s'inerpicano alti come trame di rovi.
          S'accendono lumi che la luce del giorno
          non conosce.

          Nel buio sono solo
          solo mio.
          Mi possiedo interamente
          come un abbraccio.

          La Notte è piena, pigra, inerte, ferma:
          s'infrange adagio
          in orde di canti antichi.

          Nel buio sono io
          completamente.
          Il mio corpo non proietta ombre
          non si separa:
          è fedele a se stesso.

          La Notte ha il sapore rotondo
          di un labbro socchiuso.
          Scende in fondo
          nei miei anfratti più scuri...

          ... borbotta, infine
          tace.
          Composta mercoledì 23 aprile 2014
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