Poesie inserite da Daniela Cesta

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Scritta da: Daniela Cesta

La Messa

Che cosa è la domenica senza messa?
Un giorno vuoto, senza significato,
inconsistente, insulso, inutile, melenso,
ozioso, povero, sciocco, senza senso
inutile tempo, invano, vanamente
sentirsi sbadato, smemorato, svanito.
Finire il giorno senza un esito positivo...

la mia domenica mattina accanto al signore
riempie me di ricchezza spirituale, giorno luminoso
di vera gioia, sorride il cuore nell'abbraccio di Dio
energico, forte, vitale, l'amore del signore è speciale
entra dentro i pori della nostra pelle,
scorre nel nostro sangue, brilla dentro noi
florido, lussureggiante, rigoglioso

contentezza, gaiezza, giocondità,
letizia, festosità, esultanza
tutto dentro noi durante il sacrificio della messa!
Ma sull'altare succedono cose straordinarie!
Il sacerdote è circondato da tutti gli angeli dell'universo
tutti i santi del paradiso, anchele anime del purgatorio si avvicinano
attendono preghiere per loro stessi...

la vergine Maria inginocchiata, tutti gli spiriti celesti attendono
la discesa di Gesù Cristo, sotto forma di pane e vino,
gemma, gioiello, giubilo, godimento, letizia prezioso.
Sconvolgente, amore che scende dal cielo, pieno di luce
pane di vita che sazia ogni persona, perdonando tutti i peccati
la messa del signore della domenica è solo amore
non rinunciare mai...
Composta domenica 12 marzo 2017
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    Scritta da: Daniela Cesta

    Armonia

    Armonia strana e struggente che vaga nell'aria
    evanescente, sfumata, vaga,

    ma le prime gemme tra i grovigli dei rami spogli
    qualcosa è nell'aria, trasparente, diafano, etereo,

    lei è ancora incorporea, leggera, vaporosa e delicata,
    il tocco è ancora fermo, la fata primavera è ancora imprecisa

    osserva il bianco inverno che vuole resistere,
    la meravigliosa fata intangibile, lo guarda con occhi celestiali

    non è lontana, il suo tepore e il suo fascino avvolge l'inverno
    che si scioglierà ai suoi piedi, ancora pigra e sonnolenta

    ma tra poco si alzerà in tutto il suo splendore.
    Composta domenica 5 marzo 2017
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      Scritta da: Daniela Cesta

      Stelle

      Un cielo di stelle brillanti, sembrano parlare
      a volte sfrecciano veloci, fiammeggianti
      spezzano il respiro con la loro bellezza,

      trasmettono pace e umiltà, fanno sentire noi piccoli piccoli
      non possiamo raggiungerle, possiamo solo ammirare il loro scintillio
      firmamento che copre noi, un manto notturno che fa sognare noi

      noi siamo la polvere di quelle stelle caduta, materia stellare
      che appartiene all'universo, legame invisibile e misterioso
      la luce del giorno dona forza e vigore e tutto sembra chiaro

      il buio della notte ci dona disagio e paura,
      ma il luccichio delle stelle, sembra dire: coraggio!
      significato della nostra esistenza, grandezza di Dio dal profondo

      le anime e gli angeli vagano tra stelle e pianeti lontani.
      Un universo pieno di misteri e di miracoli
      osserviamo le stelle, noi facciamo parte di loro.
      Composta domenica 5 marzo 2017
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        Scritta da: Daniela Cesta

        Marzo

        benvenuto marzo! bislacco mese
        che prende il suo nome da Marte, dio romano della guerra,

        piove ed esce il sole, pazzerello
        sotto un cielo terso, malizioso,

        capriccioso, volubile, instabile,
        lo segue la spumeggiante primavera, dolcezza del creato!

        arguta, brillante, briosa, stagione vivace
        spocchiosa, passa sopra prati e boschi, trasformandoli

        in bellezza che sconvolge, con il suo tepore,
        tra farfalle, coccinelle, insetti volanti,

        che volano e giocano carichi di vitalità.
        Marzo e la Primavera non si lasciano mai!

        Un amore caustico, mordace, pepato, pungente,
        salace, sarcastico, sferzante.

        entrambi sono effervescenti, gasati, pizzichini...
        anime ancestrali, in simbiosi.
        Composta mercoledì 1 marzo 2017
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          Scritta da: Daniela Cesta

          Pioggia

          Pioggia leggera ed evanescente,
          scende dal cielo silenziosa, tutt'intorno
          velato di nebbia, in questo fine di febbraio

          i boschi spogli e irreali, con i rami nudi e indifesi
          le lacrime dal cielo, sono come carezza
          lieve, delicata, vaporosa, le gemme nascoste

          assorbono quel tocco di amore e calore,
          l'inverno si avvia verso la fine del suo tempo
          un piccolo volatile pare avvisare tutti,

          cinguetta festoso, sotto la pioggia del grigio crepuscolo
          inesorabile tempo, che passa e graffia il nostro spirito
          succhia la nostra energia, ma non riesce a colpire i nostri sogni.

          I sogni sono di ognuno di noi, e nessuno può prenderli
          perché ognuno di noi è il sogno di Dio.
          Composta venerdì 24 febbraio 2017
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