Scritta da: C. De Padua Visconti

Dove sei amore?

Ignaro della tua meta
rotolo nel mio giaciglio,
vuoto come la mia anima!
Dove sei amore adesso?
Inseguo i fantasmi
dei tuoi ricordi,
e i sogni alleviano
il mio dolore
quando l'incubo
della tua distanza
mi bracca nella luce
del mio tormento!
I tuoi oggetti
sparsi sul letto
sono locuste
che risvegliano
le mie speranze
il tuo profumo
aleggia nella notte
segno della tua presenza,
mentre affondo nell'abisso
della gelosia
immaginandoti immersa
nella braccia che mie non sono!
Invano le mie parole
urlate al celo
si son perse come nuvole
dissolte dal fuoco del sole!
Così le mie speranze
forse vane han cercato
la tua ombra
la mia dimora
armai smarrita!
Composta lunedì 6 giugno 2016
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    Scritta da: C. De Padua Visconti

    Un fibrillare dei sensi!

    L'anima mia ha il fremito
    simile all'albero sballottato dal vento,
    i miei sensi come foglie tremanti
    vibrano di magiche emozioni,
    ho il cuore in tempesta
    e i miei pensieri sono ossessioni:
    Ricalcano la stessa figura,
    che intravedo nei sogni,
    la donna che amo
    mi assilla
    dall'alba fino al tramonto,
    l'amore come un uragano
    crea disordine e distruzione
    forse per trasformare
    in giardino
    un cuore deserto.
    Composta mercoledì 1 giugno 2016
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      Scritta da: C. De Padua Visconti

      Le fusioni delle stagioni

      Piove e
      il suo fragore
      scuote le fronde
      degli alberi in fiore,
      senza sosta
      quelle gocce
      fan le strade
      melma o fango
      il cantar della tempesta
      han reso muti i suoni
      degli uccelli in festa!
      Maggio,
      non ci dona il calore delle rose
      le stagioni son ribelli
      non si alternano
      si confondono,
      tutto è vano
      in questi tempi
      il caldo il freddo
      si son alleati disperdendo
      le nostre attese
      quando al posto del calore
      noi indossiamo il maglione!
      Composta lunedì 23 maggio 2016
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        Scritta da: C. De Padua Visconti

        Fermo sulla soglia di quel sogno!

        Passeggiando sui sentieri dell'ignoto,
        fui sfiorato da un chiarore abbagliante,
        non era un lampo
        ne il raggio del sole,
        erano occhi di una bellezza
        indescrivibile!
        Così smisi quel cammino
        senza senso
        rapito da uno sguardo immenso,
        magnetico catturava
        i miei sensi
        mi fermai
        nei paraggi di quel bosco
        pensai fosse ahimè un miraggio
        un sogno!
        Erravo! Era lei una donna
        di avvenenza, un sguardo
        dalla grazia e di bellezza,
        fui colpito così tanto
        che rimasi per un tempo
        fermo sulla soglia di quel sogno!
        Chiesi: donna sei tu fatta di carne?
        La purezza che emanava
        era rara, mai vista nelle forme
        la sua carne, il colore dei suoi occhi:
        un oceano da scoprire,
        e l'odore m'invadeva
        come immerso nelle rose
        nelle viole di un giardino!
        Le sue mani io toccai
        di latte il suo colore
        lisce come il marmo
        mi inebriavano d'amore!
        Il sole nei capelli
        boccoli d'orati
        m'avvolgevano
        col vento
        e sulle labbra assaporai
        le sue labbra vellutate
        un bacio, un tocco,
        per capire
        che la donna
        che incrociai
        solcò il destino
        che ignorai!
        Composta domenica 22 maggio 2016
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          Scritta da: C. De Padua Visconti

          Di te donna

          Di te donna mi resta
          la pelle addosso
          come quelle del serpente
          che muta!
          Di te mi resta il
          sapore amaro
          dei tuoi baci
          miele a fiele
          e le tue carezze
          scarnivano le mie viscere
          come artigli di un'aquila!
          Di te mi restano
          le tue parole finte
          fatte di lodi e plausi
          mentre in realtà parlavi
          come il serpente dell'Eden!
          Di te donna
          mi resta il male
          travestito in bontà
          l'amarezza di averti amata
          col cuore ma di essere ripagato
          con lo squallore
          del tuo vile orgoglio!
          Di te donna non mi resta nulla
          perché eri finta
          come una burattina
          nelle mani dell'egoismo
          dalle funi
          della furbizia
          mostravi la tua scaltrezza
          di attrice.
          Di te donna
          mi rimane un film
          che spero mai
          di rivedere
          nemmeno negli attimi di un ricordo!
          Composta domenica 1 maggio 2016
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