Scritta da: C. De Padua Visconti

Un tragitto ignoto

Un tragitto ignoto,
marciavo negli abissi
dei tempi,
cunicoli di solitudini,
inciampavo su ostacoli
di sconforto,
ho dissipato il tempo!
In questo funebre cammino
Lottando contro il destino,
ho pregato d'incontrarti
superando giorni tristi
notti insonne,
adesso ti ho trovata
la mia anima ti ha raggiunto,
sei mia,
non ti lascerò
finché vivrò
finché vorrai
io t'amerò.
Composta domenica 23 marzo 2014
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    Scritta da: C. De Padua Visconti

    Alla deriva la mia anima

    Alla deriva
    la mia anima!
    Si allontana lentamente
    verso un orizzonte
    senza luce,
    in un tramonto straziante,
    corpo vano, vuoto di cuore
    cuore,
    sgombro,
    sgombro
    d'amore,
    smarrito in oceani
    d'afflizioni,
    l'ancora stretta
    al suo cuore
    spezzata,
    ed io vago
    in ignoti mari
    come naufrago
    naufrago d'amore!
    Composta domenica 23 marzo 2014
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      Scritta da: C. De Padua Visconti

      Guardandoti nella fioca luce del crepuscolo

      E guardandoti nella
      fioca luce del crepuscolo
      ti vidi
      illuminata dal rosso
      rubino di sformate
      nuvole,
      si accese una fiamma,
      fiamma di passione,
      indomabile bramosia
      di ammantare
      il tuo fulgido
      viso,
      coi baci della mia bocca,
      spegnendomi
      come neve al sole
      sul tuo vellutato petto.
      Fondere la mia carne
      nella tua carne,
      svolazzare nei
      tuoi pensieri,
      nei tuoi sogni,
      di padroneggiare
      i tuoi desideri
      e indirizzarli ai miei,
      di scioglierre la mia
      anima nella tua anima
      così tu stessa
      sarai mia ed io tuo,
      inscindibili.
      Composta domenica 23 marzo 2014
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        Scritta da: C. De Padua Visconti

        Il ripasso del mio passato

        Ripasso come un vecchio
        Impolverato libro
        Il mio passato.
        Rileggo mesto
        Momenti di dolore,
        lacrime affluiscono
        su arrossate gote
        e bagnano le mie tremanti
        labbra.
        Il tempo
        Amico dell'infausto destino
        Braccò senza pietà
        La mia umile quiete,
        la modesta serenità
        di una semplece anima.
        Giorni in cui
        Il cuore fù lacerato,
        come spade affilate,
        riemergono dolori,
        sono come pungoli,
        infilzano la mia anima,
        riecheggia l'eco dei tormenti,
        la visioni mi s'abbaglia
        ruscelli di lacrime
        scorrono sul collo,
        e odio cio che fù
        e detesto ciò che sarà
        tanta l'amarezza
        che solo la morte
        allevierà
        e Dio solleverà
        questo passaggio
        di vita
        ingrata.
        Composta domenica 23 marzo 2014
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