Scritta da: C. De Padua Visconti

Ricordi di te: gemme preziose

Il tuoi ricordi
li ho stretti ai fianchi
come funi mi sollevano
dal fondo,
dal fondo
dell'amarezza!
Come preziose gemme,
rigoglio profumato
su aride valli
senza colori
sono fonti di sopravvivenza
sogni custoditi
postumi di speranza!
Benché predate
indissolubile postille
sono incise nell'anima
nell'anima tua
che bussa al mio cuore
ininterrottamente,
aleggia
il tuo profumo
sulle mani tue vellutate
sfiorano il mio petto,
le mie gote,
le mie labbra,
non son solo sogni
ma attimi
di tua pura essenza
che rianima
un amore,
unico e primo
indistruttibile
inegugliabile!
Tu sembravi esser via
ma non lo sei
non l'ho mai creduto
sei qui
ti sento
e questo
è reale
benché
un tempo
tu fosti
mia nella carne!
Composta sabato 12 aprile 2014
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    Scritta da: C. De Padua Visconti

    Mi manchi

    Mi manchi,
    nell'ombra della notte
    quando le mie labbra
    vorrebbero sfiorare le tue,
    mi manchi all'alba quando le prime luci
    entrano per illuminare
    il mio giaciglio reso vuoto
    dalla tua assenza,
    mi manchi quando
    mi appresto a vestirmi
    continuo ad essere spoglio
    e freddo senza il calore della tua pelle,
    mi manchi quando il gelo
    della bora soffia sul mio viso,
    vorrei che fosse il tuo respiro
    a inebriarmi di baci,
    mi manchi nella folla, nel caos,
    è tutto inverosimilmente
    vuoto e muto,
    mi mancherai sempre e ovunque
    e non saprò colmare
    la tua essenza,
    vacillo in un vortice
    di dolore
    mentre prego
    per ritrovarti
    in un luogo
    che sarà la mia terra santa!
    Composta domenica 23 marzo 2014
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      Scritta da: C. De Padua Visconti

      È sera

      È sera,
      il manto oscuro
      è illuminato dal luccichio
      di astri,
      vezzeggiano la sfera
      lunare,
      la sua opaca luce
      filtra sulle fronde
      di abeti,
      l'orologio
      segna il passare
      del tempo,
      il suo ticchettio
      tedioso,
      rattrista la mia
      anima
      vedo luci lontane
      anfratti e ruderi
      ammucchiati,
      un silenzio spettrale
      infranto soltanto
      dal fragile canto
      di una civetta,
      non so se amare o
      odiare questo malinconico
      amplesso,
      lontano dal fracasso
      cittadino,
      la quiete mia generosa amica
      rasserena il mio animo,
      distaccato dai rumori
      del mondo e dai suoi affanni,
      io solitario
      assaporo
      questa surreale visione
      sfogliando
      le pagine del tempo
      che imbiancano
      spietate
      i miei
      capelli
      e ne solcano
      rughe
      ed io mi arrendo
      al fluire del tempo.
      Composta domenica 23 marzo 2014
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