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Scritta da: Aqif Hysa
Adesso è tardi, dicevi
e io arrivo un attimo prima
che si fa adesso, poco dopo
che il tardi diventi presto;
in quel
fra istante viandante in cui
la vita si libra nel tempo
d'un respiro, d'un flusso venale
carnale, astrale; proprio
in quel attimo sottile, in quel
immaginario centro di vacuità
non è mai tardi, ne adesso

io verrò un attimo prima, lo stesso...
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    Scritta da: Aqif Hysa
    Neanche te ce la faresti senza di me
    senza prima fuggire dal perno del tuo io
    da quei punti neri, grigi, incolore
    che, tradotti diversamente
    assomigliano alla "petit morte"
    la petit morte, petit morte, petit morte
    è proprio quel respiro che diventa assente
    come une piuma appesa in un ramo del vento
    dopo un esplosione seminale. Proprio
    a quel fluido momento ci si sente il bisogno
    di invocare ciò che ti fa sentire aria
    cielo, scendi due palme più giù
    mare, spingiti due piedi più in là
    vento, diventi l'arco magico nelle dita del vento
    diventi violino
    poco prima di trasmigrare in brezza
    in brezza sottile che risuona attorno al tuo corpo
    il violino della mia follia.
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      Scritta da: Aqif Hysa
      Siediti da qualche parte. Prendi
      una maestosa quercia. Dividilo
      in due. Verticalmente prima. Non badare
      il rumore dei rami che si spezzano. Fingi
      di non sentire i crac - crac uno dopo
      l'altro. Saranno i rami secchi che risuonano
      malamente. Specialmente se l'albero
      ne avrà tanti anni sulle spalle. Se togli
      i rami secchi che è la vita non vissuta
      quella quercia, dai quei tanti anni ne avrà
      molto meno. Dopo tutto questo
      se cerchi di rialzare in piedi le due
      metà del albero, liberi dai anni
      non vissuti, ne vedrai la grande voglia
      di essere uno, la grande fretta
      di vivere ciò che era andato persa.

      Io vengo dalle perdite e anche te.
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        Scritta da: Aqif Hysa
        Dove va la piccola bambina
        coi capelli sciolti sulle spalle
        dove corre la minuta ragazza
        colle trecce serpeggianti sui seni
        dove s'è diretta la bella donna
        coi riccioloni appena colorati
        dove va la vecchia impaziente
        cola neve dispersa sui tempi

        se c'è l'amore che suona
        c'è anche il tradimento che bussa
        c'è anche il dolore che spalanca
        c'è anche la speranza che resiste

        dalla mattina alla sera
        dal rosso al bianco
        baciamo
        e rimaniamo
        uccisi.
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