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Poesie inserite da Antonio Belsito

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Scritta da: Antonio Belsito
Urli
contro il cielo
ed è già mattino
cerchi le orme
di quando eri bambino
in un divenire
di stelle a metà
tra il cielo e la serenità:
ah!
Ti scuote
il mondo adulto
sembra un insulto
a volte, anche un furto
identità
di sogni rincorsi
come sorrisi a batti cuore
stupore
torna il bambino
un pallone
una carezza di un genitore
in un nido di cotone
sincerità
oggi, gira un mondo
di cartone
che si piega al primo scossone
scoppia il pallone
piange il bambino
nessuna mano vicino
naufrago di verità
su una zattera di autenticità
torna la luna
- è là -
le stelle sono ancora a metà
in un mare di onde arrabbiate
mentre il vento fa le passeggiate.
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    Scritta da: Antonio Belsito
    Una coccola
    come fosse un dondolo
    come fosse una zattera
    come fosse
    soffice
    lieve
    miele.
    Sole
    accarezza
    strade
    sole
    acceca
    il mare
    sole
    risplende
    l'orizzonte
    sole
    cocente
    di amanti
    sole
    splendente
    di corpi
    immacolati
    incollati
    attaccati
    di corpi
    che si cercano
    che s'incontrano
    che si riconoscono.
    Foglie
    si staccano
    cadono
    è il vento
    un controsenso
    poi rinascono
    abbelliscono
    sortiscono
    chiome
    d'intensità
    proteggono
    avvolgono
    coinvolgono.
    Passi
    di altri passi
    e ancora passi
    anche tra i sassi
    orme
    forme
    conforme
    eco
    di battiti
    ammattiti
    sostenuti
    ritmati
    rossore
    un bianco di pudore
    un giallo solare
    l'orizzonte e il mare
    foglie e strade
    una coccola
    vento
    la luna sembra remare:
    A M A R E.
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      Scritta da: Antonio Belsito
      Ho voglia di urlare
      al cuore
      col cuore
      che il mare
      e il cielo
      hanno solo un colore;
      le ore,
      come fossero un motore
      (fatica, sudore),
      coinvolgono, travolgono,
      ricordano.
      Volgo
      lo sguardo a terra
      corro
      coi piedi per terra
      sento
      che c'è la terra.
      È tutta una guerra
      che distrae
      contrae
      ritrae
      ma la vita...
      (sì, la vita)
      ... scusa!
      Perché proibita?
      Esplodono emozioni
      tellurici scossoni
      tessuti, aorte, ventricoli:
      questi sono i miracoli!
      Sentire, guardare,
      capire,
      toccare:
      non scappare
      perché la terra ha bisogno
      di chi sappia annaffiare
      senza fiatare
      solo donare
      amare.
      Amore
      non è amaro
      non è raro
      è un faro
      caro
      coro
      di voci sovrapposte
      giustapposte
      contrapposte
      opposte.
      Rimane l'eco
      ma non basta
      rimane l'eco
      ma non gusta
      rimane l'eco...
      ... è la parola giusta?
      Amore e basta.
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        Scritta da: Antonio Belsito
        Sospesa
        in un candido volteggiare
        di luce
        intensa
        come occhi profondi
        di vita
        esistenza
        di tenera carne
        beata
        d'anima intrisa
        e preghiera
        in ogni filo di capello
        dorato
        adagiato su seni ribelli
        di viso ardito
        d'incessante divenire
        di palpiti
        silenti
        come passi lievi
        su un corredo
        di parole soffiate
        carezze
        d'intensità proibita
        tant'è lo spirito
        travolgente
        incisivo
        e si aprono cieli
        e si avvicinano orizzonti
        e la luna disegna il sole
        e il sole disegna la luna.
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          Scritta da: Antonio Belsito
          In questa stanza
          senza umori
          ove tornano i ricordi
          e i sapori
          accucciato
          al rumore del fato
          stretto
          nella morsa della vita
          tra cielo e mare
          come fosse via proibita
          e d'ingeneroso ritmo
          a saltellare
          nella mente le parole
          come fossero strascichi
          di comete impazzite
          desideri
          e figure tornite
          di dolcezza
          all'eco della fragile
          tenerezza
          è ampiezza di passi
          posati
          interrati
          scoperti
          pensati
          in un rincorrersi
          di colori figurati
          agguerriti
          custoditi
          nel tempo che pesa
          come foglia
          al dolce cadere
          verso terra.
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