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Poesie inserite da ANGELIKA MORI

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Scritta da: ANGELIKA MORI

Notte con lui

La notte gli cade addosso,
ombrosa e screziata d'argento;
soave il suo sonno cela,
pensieri non reali
che statici nei sogni sostano.
Dischiuse vermiglie labbra
fiato che sa d'arsura ancora,
consumato come il giorno trascorso
sul mio corpo.
Ridestarlo con un bacio vorrei,
sotto il candore della luna
che illumina il suo magnifico volto,
mentre il vento d'autunno
echeggia alla finestra,
come un perseverante canto
che tiene sveglia la mia brama.
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    Scritta da: ANGELIKA MORI

    Agli artisti

    Beviamo tutti il vino della follia,
    Nel calice dell'esultanza che la contiene.
    Miscelando alle vene,
    La saggezza alla frenesia.
    Irragionevole diventa appagato,
    Chi si sfama alla tavola dell'arte.
    Per lei si sfida il rischio,
    Si gioca con la sorte,
    S'ingoiano critiche,
    E ci si abbiglia ad applausi.
    Per lei si galoppa su cieli di terra,
    Ci si sdraia su terre di nuvola,
    Per lei si patisce, si gioisce,
    Si provocano il pianto altrui e il sorriso.
    Il sangue dell'artista è adrenalina,
    Il cuore batte forte a ogni creatura
    Che partorita viene.
    L'artista distingue ovunque l'armonia,
    Ammira l'abiezione e la bellezza,
    Le condivide anche quando le disprezza,
    Che sia cantata, letta o dipinta,
    Che sia suonata, ballata o interpretata,
    L'artista sfoggia la sua Musa,
    Al mondo intero spesso,
    Celata, schernita e disillusa.
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      Scritta da: ANGELIKA MORI

      Al mattino

      Mite il tuo corpo dorme,
      Mentre il primo bagliore del mattino,
      Rasenta il tuo profilo.
      Adagiato in dissolvenza il chiaro lenzuolo,
      Copre appena la nudità del tuo ardito vigore.
      Svegliarmi nell'incavo delle tue ciglia ogni mattino,
      Questa non e la sola smania,
      Ancora sete di te non si placa
      E brucia dentro.
      Ridestati e tienimi stretta,
      al chiarore dove tutto inizia.
      Tra le mie marmoree gambe insinuati
      Come fiume tra le rocce,
      Come refolo di vento tra corolle di primavera.
      Brulicano in me arroventati umori,
      Sovente sotto l'influsso del tuo fervore,
      Vorrei anche adesso elargirmi a te.
      Tu silfide edenica,
      Tu onirica lussuria,
      Tu pensiero osceno
      Tu nivea ambra
      Tu che non aspetti consenso,
      Tu che guidi le mie mosse,
      Con trascinante maestria
      Tu che come me,
      Non ti appaghi mai
      Che mi spingi oltre i miei confini
      E nei miei ansimi trovi gioia,
      Mentre le mie mani sulla tua schiena
      Scivolano come piume di fuoco,
      Tu che risiedi nel mio cuore,
      Tu che baci i miei sospiri,
      intanto che mi usufruisci,
      Che cospargi di estasi,
      Il mio proibito.
      Tu svegliati,
      Tu defraudami di ogni innocenza,
      Tu prendimi, amami, incantami,
      Tu, completami.
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        Scritta da: ANGELIKA MORI

        Giovani genitori

        E ti osservava poco distante,
        Come Paride la bella Elena
        Ti ammirava nei tuoi abiti color dell'empireo,
        Con l'espressione di riverita adorazione.
        Il suo sguardo lodava i tuoi contorni,
        E l'ebano dei tuoi capelli,
        Che sfiorava il viso stanco,
        E le tue labbra scarlatte,
        Che asserivano emozionate,
        Mentre i tuoi occhi,
        Come noci d'autunno,
        Irradiavano aurei abbagli,
        Agli ultimi fasci del sole.
        Ti spiava con amore e venerazione,
        Finché le tue mani gesticolavano adagio,
        Femminili le dita affusolate,
        Alla pesantezza dei finti diamanti,
        Non si soggiogavano.
        Gratitudine nel suo cuore,
        Per chi ti fece tanto bella,
        E ancora grazie nei suoi pensieri,
        Per te, che gli donasti,
        La cosa più desiderata.
        Giovane, tenera genitrice,
        Vita che da vita,
        Giovane, orgoglioso padre,
        Innamorato di figlia e madre.
        Composta venerdì 6 settembre 2013
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          Scritta da: ANGELIKA MORI

          L'amante

          Disperato il tuo impulso,
          divora il tuo silenzio.
          Tenace e perverso,
          non ha tempo,
          solo capriccio,
          senza colpa nell'atto
          a tuo contrario,
          al mio cospetto,
          giustiziere e martire,
          allo stesso tempo,
          tu,
          passione e sentimento,
          fugace, meschina canaglia,
          che ardi in fiamme dell'inferno,
          che innalzi e alimenti,
          erotismo e appagamento,
          inquietudini abissali senza intento,
          che non spirano come i giorni,
          in pochi istanti.
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