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Poesie inserite da ANGELIKA MORI

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Scritta da: ANGELIKA MORI

Lingua

Disgusto mi dai
Aspide vermiglio,
Fermati e muori
In quella sporca prigione
Che odora di fumo e liquore
Non dimenarti più
Cercando di sputar rancore.
Raggrinzito e livido
Prova a gustar
Il sapore del miele
Non solo fiele
Deve esser tuo vitto,
Della crudeltà dei tuoi pensieri,
Io voglio fuggire.
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    Scritta da: ANGELIKA MORI

    Faccia a faccia (specchio)

    Faccia a faccia,
    Davanti ad uno specchio,
    Intrinseco di mancanze,
    Ti vedo;
    Come opera del periodo assai antico,
    Statico, inerme e raccolto,
    Mi scruti...
    Sibillino angelo senza tempo,
    Sei avvenente da fare paura.
    Carico di difetti,
    Rubi la mia forza,
    Ponendo a nudo la mia anima,
    Quante donne sulla tua strada,
    Dalla puttana alla più pura,
    in ogni luogo,
    In ogni spazio,
    Non c'è uomo che non ti odia.
    Scaltro, corruttore, artico,
    Dalla fessura dei tuoi occhi,
    Non una lacrima è mai uscita.
    Il sogghigno sul tuo viso,
    Infido, forte e suggestivo,
    Non si smorza al mio strido;
    Tu sei ciò che io non sono,
    Io sono donna, tu sei uomo!
    Ti rivedo ogni giorno in ogni specchio,
    E non t'invidio!
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      Scritta da: ANGELIKA MORI

      Giorno di riposo

      Giorno di riposo
      Anima libera,
      Anima mia spensierata,
      Com'è bello ritrovarti
      In questo riposo tanto agognato,
      Com'è lieto scoprire che non se sfiorita
      Al contrario del corpo
      Sciupato e affannato dagli anni
      Sei ancora uguale come quando,
      T'incontrai assai tempo fa,
      Capace di gioire e divertirti
      Come fossi ancora,
      L'anima mia da bambina.
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        Scritta da: ANGELIKA MORI
        Fermo il suo sguardo, come non vedesse
        Nella mano tremante,
        Il suo supporto di legno come
        Gamba finta lo sorregge...
        Stretto in quel cappotto che sa di morte
        E odora di conservante,
        Il passo lento d animale ferito
        Il grigio ormai esiguo dei suoi capelli
        Si scompiglia al freddo vento di dicembre.
        Cammina il vecchio incontro a un altro Natale
        Con l'ansia e il timore
        Che sia l'ultimo a vedere
        Con i pensieri a bambino
        Ripercorre la sua lontana infanzia
        Il ricordo dell'antica gioia
        Preludio di feste sante
        Nessuna lacrima dai rugosi occhi scende,
        Il cuore batte lento pero batte più forte
        Ancora poca passi e sull'uscio di casa
        Il nipote più paffuto e giovane l attende
        ... ride il vecchio tra gli incavi dei suoi anni.
        E il freddo di dicembre
        Non fu mai più dolce.
        ANGELA MORI.
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