Poesie inserite da Andrea Smeraldi

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Scritta da: Andrea Smeraldi

Perchè?

Perché non mi vuoi svelar
Qual pensiero ti sovvien
Allor che il mesto sguardo
Volgi lungi dai consueti confini?

Perché temi che io voglia
Con mano incerta, darti
Mero conforto, anziché
Nel tuo conflitto,
nelle tue dita tremanti,
cercar io stesso, il tuo calore?

Poi il capo chini e ancor
le serrate labbra non dischiudi,
allorché nell'ansimo d'un singhiozzo
soffocato mi riveli il travaglio
dell'animo tuo incompreso e sfratto.

Eppur non solitario il tuo pianto
Scivolerà al suolo, seppur'sì mite
Silenzioso e timido: con dolce arroganza
Non mi scosto, e neppur tu m'allontani,
bensì mi stringi, ora furiosa nel tuo soffrire,
le tue calde lacrime sul mio viso
storpiato, disfatto da un dolore
che seppur diverso,
non sa tacere.
Composta domenica 7 ottobre 2012
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    Scritta da: Andrea Smeraldi

    Silenzio

    Getta via, adesso, il tuo sorriso
    ipocrita, contratto ed indeciso
    getta la maschera che indossi!
    Perché poi continui a mentire
    a me che ho tratto dai tuoi paradossi
    Il mio modo di vestire la vita
    in un ballo matto di gioie ed ire.

    Perché non credi che io possa
    guardarti, scossa dai singhiozzi,
    e banalmente star ad ascoltare,
    mentre piangi forte e mi dici
    di non potercela più fare.

    Non verrò a raccontarti che la vita è bella,
    che chi non l'apprezza è stolto,
    non starò qui a dirti di non pensarci,
    aspetterò invece che tu abbia sciolto
    nel soffocato pianto i pensieri più marci,
    che il leggero frusciare delle fronde
    ti sembri più amico, più amico
    il tenero vento che le fa vibrare
    che il folto paesaggio collinare
    ti spenga infine i lucenti occhi,
    e un pensiero nuovo e più lieto ti tocchi,
    sì che io trovi occasione di avvicinarti appena
    per accarezzarti, infantile gesto, la schiena,
    prenderti la mano e discendere l'irto sentiero
    tra pietre divelte e cespi di giovane avena
    fin giù in basso, tra l'ipocrite case,
    col capo alto e lo sguardo fiero,
    indossando la maschera che la gente
    vuol vederci portare, e in segreto
    il nostro viso sincero: duro e tetro.
    Composta venerdì 26 ottobre 2012
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      Scritta da: Andrea Smeraldi

      Non è il massimo

      Certo non è il massimo, amico
      con i capelli normali
      e un normale lavoro
      ma conosci un modo pratico
      per essere speciali
      se non esser quel capolavoro
      che già sei, amico!

      Ah potevi esser medico od avvocato
      ingegnere scrittore o musicista
      o per lo meno laureato.
      Amico, sei fuori pista
      è già bello ciò che dai
      perché ti è stato dato.

      Non ho niente da dare
      questo l'hai già detto
      non mi piace, sarò schietto
      le mani non son mai vuote
      che tutti qualcosa l'han eretto
      con gli occhi produci note
      con la bocca hai visto tutto.

      Certo non è il massimo, amico!
      Non sei avvocato no
      ma te lo dico
      sei sei buono hai già saggiato
      la bellezza dell'universo
      e se cammini spaventato
      non creder d'esserti perso
      è il cuore che palpitando
      t'ha trovato.
      Composta martedì 16 ottobre 2012
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