Scritta da: Alfonso Chiaromonte

La rosa

Nasci con la tua spina,
rossa del tuo colore,
rosa, dei fiori regina
mi delizi del tuo splendore.

Quando spunta il giorno
e il sole a destar ti vien,
che dolci profumi intorno
sprigioni dal tuo sen!

Diffondi grati odori
in maggio profumato,
rosa, dei casti amori,
simbolo il più amato.

Di più tra gli estivi ardori
tu resti ancora simile,
rosa, dai casti amori,
il simbolo più gentile.

Ottobre arriva e infiori
non meno del maggio andato
e tu, rosa, di ammaliatori
rimani il fiore amato.

Ahi! Giunge la temuta brina,
raggela e abbrevia il tuo fiorire,
sfrondando foglia e spina,
e vede il rosso tuo sbiadire.
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    Scritta da: Alfonso Chiaromonte

    Amo

    Amo il fiore dei rossi colori
    che diffonde dai petali profumo gradito,
    amo il vento, che suol portar gli odori
    delle verdi foglie all'amoroso invito.

    Amo la limpida placida onda
    che rotolando in viaggio bacia il viso.
    Amo il gaio uccelletto che pare risponda
    all'invito di natura con dolce sorriso.

    Amo l'azzurro, che dipinge il cielo,
    amo di lui le fulgenti stelle,
    amo le nubi, che intorno fan velo.

    Son gioie che giungon novelle,
    mirabili grandezze, che fuggon il gelo,
    amo il Signor che le dipinse sì belle.
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      Scritta da: Alfonso Chiaromonte

      Al mio paese

      Salve, mia terra, tranquilla e lieta,
      come il sorriso della tua bontà
      ispiri i canti del tuo asceta,
      gli rendi men triste la vetustà.

      Oh! Quanti affetti, quante memorie
      dei tuoi luoghi parlano a me!
      Della mia vita le prime storie,
      dolce mia terra, son chiuse in te.

      Presso il folto tuo colle silvestre,
      che l'alba imbianca dei suoi splendori,
      tra i morbidi cespi delle ginestre
      sopr'un tappeto d'erbe e di fiori,

      v'è l'angusta cara chiesetta,
      ov'io, fanciullo, pregavo sospetto
      l'angelo vigile di dolce casetta,
      che al pensier mio ritorna in petto.

      Torna alla mente tutto il tuo bene,
      la tua memoria porto nel cuore,
      e mi ripeto le cantilene
      che allietano gli occhi di tanto colore.
      La voce cupa delle canzoni
      lungo la piazza lontano vola;
      apre il mondo delle visioni
      e qui si posa dentro un'aiuola.
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        Scritta da: Alfonso Chiaromonte

        Vicino al mio cuore

        Sei vicina al mio cuore
        come il fiore alla terra.
        Il mio amore per te è vita
        che entra in me,
        come un fiume gonfio
        Che scorre tra le mie membra,
        e, fluente, si abbandona.
        Le mie parole si mescolano con le tue,
        al dolce suono di una melodia,
        che canta con tutte le note
        al vibrar delle sue corde.
        Se possedessi tutto il firmamento,
        se possedessi tutte le ricchezze del mondo,
        chiederei ancora di più:
        sei mia, amore mio,
        sei la stella che mi guida nella notte,
        sei il sole che illumina
        e riscalda il mio cuore,
        mentre dolcemente le labbra
        fanno vibrare in sommesso silenzio
        le note dell'amore:
        ti amo, amore mio.
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          Scritta da: Alfonso Chiaromonte

          La pace dei cuori

          Gli alberi non vogliono turbare il contatto,
          la serata fredda, pungente
          per nulla scalfisce il calore dei corpi.
          Il vento, in un tacito sacro silenzio,
          zittisce.
          Lo stormire delle foglie cessa,
          si sente solo il passo,
          lento, cadenzato,
          in cerca di un nido.
          I due cuori si amano
          nella notte silenziosa.
          Che pace!
          Torna il senso d'amore.
          I contatti assopiti si svegliano.
          Un tuffo di baci, un ansare accorato...
          È freddo intorno!
          Il calore dei corpi l'annulla del tutto.
          Un tonfo, un allarme!
          Come mai si turba la pace
          nel regno degli innamorati?
          Non può cessare il contatto,
          l'amore non teme pericoli.
          Un pizzico di freddo riappare,
          si cerca altrove un riparo.
          Ritorna il caldo contatto
          dei corpi abbracciati,
          l'un dell'altro amore
          coscienti.
          Poi cessa.
          Che freddo, è meglio tornare.
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            Scritta da: Alfonso Chiaromonte

            Infiammati da un grande amore

            Il sole alto nel cielo risplende.
            All'ombra si parlano di un albero grande
            due cuori affamati d'amore e di sogni.
            La gente veloce continua a passare.
            Soli vi restan nell'ombra quei due,
            docili come agnellini che belano,
            candidi come colombe che tubano.
            Le labbra sfiorano le labbra
            come la fronte baciata
            da un raggio di sole.
            Quanti sogni! Quante speranze
            in quel bacio!
            La luce del sole raccoglie e suggella.
            Il sole alto nel cielo disteso,
            riporta i due cuori alla realtà.
            È l'ora, è tardi, bisogna tornare.
            Mano nella mano riprendono la via,
            guardano intorno, nessuno più gira.
            Un nuovo giorno è sorto per loro
            là sotto l'albero, all'ombra, tranquillo.
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