Le migliori poesie inserite da alessia14

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Scritta da: alessia14

Per me è chiaro ch'è uguale agli dèi

Per me è chiaro ch'è uguale agli dèi
quell'uomo che in fronte a te
siede e a te vicino ascolta te
che parli dolcemente

e sorridi piena di desiderio, e questo basta
a farmi saltare il cuore nel petto:
perché appena ti guardo, ecco non sono più capace
di dire una sillaba,
anzi la lingua mi s'affloscia, subito
un fuoco mi corre leggero sotto la pelle,
con gli occhi non vedo più niente,
le orecchie rimbombano,

un velo di sudore mi ricopre, un brivido
mi possiede tutta, più verde dell'erba
divento, e poco, persino a me è chiaro,
mi manca a morire.

Ma tutto si può sopportare.
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    Scritta da: alessia14

    Gli occhi della mia donna non sono come il sole

    Gli occhi della mia donna non sono come il sole;
    il corallo è assai più rosso del rosso delle sue labbra;
    se la neve è bianca, allora i suoi seni sono bigi;
    se i capelli sono crini, neri crini crescono sul suo capo.

    Ho visto rose damascate, rosse e bianche,
    ma tali rose non le vedo sulle guance;
    e in certi profumi c'è maggior delizia
    che non nel fiato che la mia donna esala.

    Amo sentirla parlare, eppure so
    che la musica ha un suono molto più gradito.
    Ammetto di non aver mai veduto incedere una dea,
    ma la mia donna camminando calca la terra.

    Eppure, per il cielo, credo il mio amore tanto raro
    quanto qualsiasi donna travisata da falsi paragoni.
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      Scritta da: alessia14

      A vortice s'abbatte

      A vortice s'abbatte
      sul mio capo reclinato
      un suono d'agri lazzi.
      Scotta la terra percorsa
      da shembe ombre di pinastri,
      e al mare là in fondo fa velo
      più che i rami, allo sguardo, l'afa che a tratti erompe
      dal suolo che si avvena.
      Quando più sordo o meno il ribollio dell'acque
      che s'ingorgano
      accanto a lunghe secche mi raggiunge:
      o è un bombo talvolta ed un ripiovere
      di schiume sulle rocce.
      Come rialzo il viso, ecco cessare
      i tagli sul mio capo; e via scoccare
      verso le strepeanti acque,
      frecciate biancazzurre, due ghiandaie.
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