Scritta da: kuttyale
A volte basta proprio poco: tu che di là cuoci due uova in
nove minuti esatti, canticchiando una canzone allegra. Così
lo scucito dei nostri corpi riposa, torna fra me e te, rincasa.
Anche allora era tutto così semplice:
all'inizio della primavera tua nonna prendeva il primo latte
munto, con un mestolo di legno lo spargeva sul prato "questo
è per voi popolo delle foreste" diceva.
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    Scritta da: kuttyale
    Ci sono queste persone che corrono
    una fermata, poi l'altra
    che non ti basta il fiato
    un corpo contro un altro corpo
    con tutte le lingue, tutti gli accenti
    di un popolo in fuga
    perché qui l'amore è sotterraneo
    e di fretta
    servono altri biglietti, metrò più veloci
    per uscirne vivi
    io apro la bocca e la tengo ferma, forte
    coi denti lì
    a consumare la lingua
    e me la mangio tutta
    senza scuse
    questa voglia di correre
    con le mani in tasca, immobili
    come se aspettare avesse addosso un viaggio
    che solo lo sguardo pare allontanato.
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      Scritta da: kuttyale
      tutti compatti, vicini, schiacciati 17
      in un pub che dà scampo solo ai più sorridenti
      tra gli occhi di chi si conosce
      e chi nuovo ha la voce più forte
      che bisogna portare ciascuno un colore
      e non pensare al freddo fuori
      e chiedere d'altri
      e lasciare fare ad altri ancora
      non bisogna essere vecchi, sventolare certezze
      ci si accontenta di stare
      neanche troppo comodi
      tra un sorriso e la musica che non interessa
      che c'abbiamo grandi pianure dentro
      e laghi
      e abbracci
      ma nascondiamo ancora le mani
      per pudore
      per proteggere l'interno più tenero.
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