Scritta da: Fiorella Cappelli

Piazza Venezia

Vedenno er monumento, ch'è imponente
er Campidojo che legava er core,
pare che se risveji ne la mente,
un sogno bello, un parpito d'amore

Qui s'affacciava er "duce" qui la gente
veniva a dà l'incenso ar dittatore,
qui sta seporto un poro Combattente
Ignoto a tutti meno che ar Signore.

St'Ignoto, p'evità una nova guera,
chiede giustizia all'Egoismo ingrato
e prega Dio che illumini la tera.

E Palazzo Venezzia a mano dritta
se guarda intorno muto e sconsolato
come un gigante doppo la sconfitta.

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    Info

    Scritta da: Fiorella Cappelli
    Riferimento:
    Un bellissimo ed introvabile, sonetto in vernacolo romanesco del poeta Natale Polci, tratto dal Volume "Piazze De Roma".
    Un omaggio a questo grande Poeta romanesco le cui opere poetiche spesso sono attribuite ad anonimo o ad altri.

    Commenti

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    postato da , il
    Un'altra Poesia che mette in risalto tutta la delicatezza ,la grazia e la  sensibilita' del Poeta si riscontra in  Piazza di Spagna sempre tratta dal volume "Piazze de Roma"

    Co' la funtana tutta ricamata
    che fa da specchio a Trinita' de Monti,
    e co li fiori e co la scalinata
    e' 'na bellezza che nun cia' confronti

    Quela "Barcaccia" tanto decantata
    dar poeta, che sogna mare e monti,
    te fa l'effetto che se sia fermata
    mentre annava a scopri' no'vi orizzonti.

    Pare che co' sta barca messa in opra
    ce sia venuto un angiolo e 'na fata
    pe' visita' la Chiesa li' de sopra,

    e che a vede'quell'opera perfetta,
    la coppia sia  rimasta su incantata
    e la barca,fedele,ancora aspetta.....
    2
    postato da , il
    Sono una poetessa romana del Centro Trilussa, farò una ricerca al riguardo della poesia citata.
    Grazie Guido, per averla segnalata; sarà bene inserirla tra le poesie in dialetto, nel sito di pensieri e Parole.
    1
    postato da , il
    Vorrei segnalare un'altra bella poesia di Natale Polci che e' di una attualita'incredibile si intitola:L'imitatore-
    Un celebre Ministro de' lo Stato-
    de cui s'e' gia' parlato e riparlato...-
    disse a un imitatore: -
    "La prego d'imitarmi,per favore".-
    L'imitatore,un omo assai cortese-
    e bravo com'er celebre Noschese-
    fece:"La imitero'"e pe' sta' a li patti,-
    lo imito' in tutto,pure ne li fatti.-
    Mbe,mo l'imitatore,poveraccio,-
    se trova in gattabuja ar "terzo braccio"-
    mentre er Ministro gode ar monte e ar mare-
    grazie all'immunita'parlamentare.----
    Questa poesia e' stata scritta nel 1969 ed e' contenuta nel libro di poesie LA VOCE DE PASQUINO dello stesso autore-

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