Er capocomico (a Checco Durante)

Er vecchio capocomico saluta
er pubblico affiatato
e prima ch'er sipario sia calato
je fa l'inchino all'urtima battuta.

L'applauso, er bisse, ormai nu' lo trasporta,
'sto momento è 'n dolore,
come rivive dopo che se môre,
pe' rimorì pe' la seconna vorta.

Er vecchio capocomico in vestaja...
... è l'ora der sipario.
Pensa all'attacco, a tutto lo scenario
e sente la pupilla che se squaja.

Tra ruga e ruga, scivola er cerone,
lui se fissa a lo specchio.
Sortanto in quer momento vede 'n vecchio
e capisce ch'er trucco è 'n'ilusione.

Drento quela cornice c'è e' riflesso
de 'n filo de tragedia.
Casca, come 'n pupazzo, su 'na sedia
e piagne, attore e pubblico, sé stesso.
Composta giovedì 30 novembre 1978

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    Commenti

    2
    postato da nanuk, il
    Ciao Fiorella, grande attore dialettale e poeta, la sua poesia "L'Ospizio" mi commuove sempre...
    1
    postato da , il
    Un grande, Checco Durante.
    Io lo ricordo a lo "specchio" e penso a quanta gente...se specchia e nun se vede.   .:-)

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