Dal diario dei deliri - n° 33

Hanno raccolto mentre tu cernevi semi malati.
Dalla tua terra è germogliata una sottile fibra
che hai reciso prima che potesse allungare ancora.
E sei partita.
Dove ti porta il treno crepuscolare?
Guardi dal finestrino,
i punti all'orizzonte sono fissi,
quelli più prossimi a te si muovono così velocemente
che non ti lasciano nemmeno il tempo di capirne il senso.
Perché non rimani qui stanotte,
non senti quanto silenzio?
A te piace il silenzio...

è per questo che mutili i germogli?

Quella volta mi scongiurasti: "Chiamami col nome che preferisci..."
Perché prima che io ti chiamassi non avevi un nome.
In cambio del tuo nome ti chiesi gemme preziose
Mi dicesti di sì col capo e gli occhi pieni di paura.
Le ho dovute strappare dalle tue mani
con le mie dita di ferro
quando tu avevi già i seni gonfi.
Non te le posso più ridare...
Le ho perse mentre tornavo da te a mani vuote.
Cosa guardi? Non c'è nessuno. Non c'è niente.
Il cielo è vuoto, senza colore e tu sei trasparente, vuota più di tutto...

Ho trovato la tua pelle distesa sul letto dove hai amato.
Puoi riprenderla se vuoi, ma ti confonderà, non la riconoscerai.
Il freddo l'ha privata dal tuo odore, trasformandola.
Adesso, puoi solo ascoltare il silenzio.
Composta venerdì 27 novembre 2009

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    Ha partecipato al concorso
    Come un granello di Sabbia

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