Scritta da: fagoberto

Dalla finestra, malato

Appresso al verone muto
colgo il gocciolar del tempo
e carabattolar m'è dolce
nel disperato resister,
nel coraggioso e perdente sopire,
nel penoso metter a nanna i sensi,
nel silenzioso e disordinato pensare,
nel mito di sognar volti e moti
ancor distanti.
Dài una manciata ancora
di sabbia dal vetro
il sottostante ad invidiar,
cupo risvolto
di un tempo uguale al tempo
nel giorno che spavaldo
e sprezzante si spegne.

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    Scritta da: fagoberto
    Ha partecipato al concorso
    Come un granello di Sabbia

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