Scritta da: Cristina Tarabella

Amazzonia I

A Michele:
mio figlio oltre la vita.

Rorida aria infuocata.
L'equatore sovrasta il cielo che ci tiene;
mentre tu guardi con occhi neonati, rivolti soltanto all'anima tua.
Ci imprigiona un caldo soffocante e nemico,
ma tu, mio bambino, trovi riposo sul mio grembo.
Le giornate inclementi, iniziano presto qui, e ci torturano.
Anche tu piangi, mio figlio!, ed il calore ti brucia.
Mille punture di insetti invadono gli anfratti segreti della nostra pelle.
Il tuo corpo neonato si ribella al dolore; e urla proteste, il tuo pianto.
La tortura é così grande!
Non posso far nulla, io, tua madre, per alleviare il pianto disperato.
Ti prendo su di me, ma il calore ostile ci bagna le membra
rendendo viscido anche il nostro abbraccio.
Non hai ancora aperto gli occhi al di qua del tuo sguardo,
che già devi soffrire in questo mostruoso fuoco stillante sudore.
Ti guardo con infinito stupore, mio figlio.
Sei così bello!
Può essere reale che io ti meriti?

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