Scritta da: Stefania Del Grande

Voce di cane

Voce di cane.
Mi giunse una voce umana,
è la vita pensai,
mi destai dal male delle mie ossa,
ma era solo l'infrangersi del vento,
aveva scompigliato gli alberi
nelle fronde fitte e massicce di un abbraccio comune.
Mi aveva lasciata ciondolare come catena,
appesa nella brodaglia del seme
e della bava come bozzolo di farfalla in attesa di nascita.
Avrebbe reciso le ali,
senza alcuna pietà
qualora in vigore avessi osato un volo.
Nessun valore di ascolto,
ma solo un rimodellarsi a sua misura dentro ogni male della carne.
Lo vedevo ruggire, mai ridimensionato,
ma empio della sua spada,
mossa dagli istinti di cane.
Mi giunse una voce umana,
è la vita pensai,
mi destai dal male delle mie ossa,
ma era solo pioggia,
nevrotico canto di rinascita,
pioggia con voce di tintinnio mortale.
Ero ruggine sulle mie gambe stanche,
ronzio, sterco, corazza,
lui ape a succhiarne la linfa.
Voce di cane fece vedere i suoi denti
l'autunno scese senza spiragli,
chiuse le tende della sua stanza,
ciechi rimasero i miei occhi,
tutto giunse ad annunciare il mio castigo.

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