Penelope

Onde calde mi strappano i bulbi
sabbie morbide di mari tranquilli
bagnate all'amido di spighe scure.

Il vento che rubo a quella risata
mi scalda ed illumina in suon di luce.

L'ombra statuaria, la voce sottile
rimembrano orditi di Graca bianca.

Lungi, il gusto di chi osserva la noce
cui fini falangi fan da custodia
porta la quiete allo stato di moto.

Farfalle leggere, odori di viole
baciano i gomiti alla Fortuna.

I gesti compunti son tue chimere,
o filatrice della Moira bruna.

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