Scritta da: Santi Cicardo

sulla bocca vorace

Sulla bocca inceppata
di un nuovo avvenire
le consuete domande
si sfrangiano in rivoli

ché se la razza è l'infame
custode del colore
la pelle
che stinge
è il lercio incarnato
della vita che indugia

malsana pretesa
scongiurare l'attesa
anche quando a sostare
è l'intervallo dei passi

sulle curve gonfiastre
di un vecchio profilo
il sole tentenna
una luce di taglio

allora la voce adesca la carne
ma ora non basta saperla sedurre
sorpresa dall'ombra
di livida fiacca
infetta perpetua
la sua eco mortale.
Composta lunedì 15 aprile 2013

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