Mi manchi mia fanciulla,
in questa notte muta,
orfana dello scintillio della luna,
cupa e priva dello sfavillare delle stelle.
La nebbia, sterile di colori,
le piccole gocce che bagnano il viso,
l'odore dell'acqua che bacia la terra,
"oh come vorrei essere io terra e tu acqua".
Mi manchi,
in questa bruma sera autunnale
dove il silenzio fà da padrone,
ma le mie labbra cantano amore,
come corde di un violincello suonano a te baci.
La tua anima è acqua della mia arsura,
il tuo amore cibo per il mio corpo.
Raggiungimi e abbatti ogni ingiusta barriera,
custodiscimi nella tua anima come un sacro tesoro,
eppure strapazza il mio corpo, riscaldalo, riaccendilo,
dal freddo della solitudine,
con l'alito della tua bocca.
Destati, suvvia, rendi vano questo muro del dolore
rendi vano ogni inciampo,
percorri il sentiero dell'amore.
Io sono qui al di là dei meandri,
dove solo tu hai la mappa del passaggio
che ti porta dritta al nostro amore.
Claudio Visconti De Padua-Copyrighr-.
Composta giovedì 22 novembre 2012

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