Vista dall'alto

Dell'ultimo definitivo sfascio dello sconosciuto minimo impero,
in una cantina da vini
restano i libri,
vecchi ammassati
ed ammazzati,
parole che le pagine avevano imprigionato
e gli anni hanno reso macchie d'inchiostro su carta marcia.

I buchi sono testimoni che il tempo ha reso i tarli sapienti.

Le copertine sono cappotti per carta
ed io sono muto,
prigioniero delle mie copertine,
quarto scaffale in alto,
costretto fra un libro di cucina
ed un manuale di sopravvivenza.

Il libro che cercavo,
quello scritto da me,
inizio,
pagina vuota,
fine.

Lo vedo dall'alto,
galleggia a schiena in su,
in una botte di vecchio vino di spagna
passato ad aceto.

Chissà se i tarli diventati saggi
ricostruiranno tutto
meglio di noi.
Composta mercoledì 23 novembre 2011

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    I più grandi scrittore amano in silenzio bevendo e scrivendo

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