Scritta da: Federico Di Lembo
La questione che si pone
è irta di spine pungenti
In piena come un fiume
Tra i pensieri ed i tormenti

Il sole non riscalda
e l'anima si bagna
La pioggia però è calda
Ma l'angoscia stagna

Il fiume trasporta
Come brezza
La mente se la porta
Soltanto la tristezza

Giuda come un cocchiere
i cavalli sono i sogni
Ti prego voglio scendere
Le briglie sono i miei bisogni

e resto esterrefatto
Leggero come piombo
Sano ma matto
Nel buio sprofondo

Il carcere è la mente
Al diavolo il cuore
Se la prima soffre
Il secondo muore

Ed è vero non lo nego
So di essere in torto
Faccio un nodo e lo lego
Questo pensiero mio contorto

Sono triste questa sera
Mi capita spesso ultimamente
Le emozioni sono cera
e gocciolano nella mente

Brucia il fuoco e soglie tutto
Neanche la cenere resta
Non c'è festa non c'è lutto
Maledetta la mia testa.
Composta domenica 24 gennaio 2010

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