Scritta da: Federico Di Lembo
E le parole più profonde
a volte sono nei silenzi
Perfette come cifre tonde
Non le ascolti ma le pensi

e pensare per non parlare
Ma per il solo gusto
Di ascoltare
Ciò che tu ti volevi dire

a volte penso che sia il solo
a stare fermo mentre volo
a volte rido perché se piango
La mente da neve diventa fango

e sono sporco questa sera
Sporco di illusioni
Che gocciolano come cera
e mi cambiano i colori

Se era bianco vedo nero
Se era rosso vedo grigio
e se tolgo quel velo
Non resta che un miraggio

è il miraggio che mi cambia
Una lotta eterna ed infinita
Come l'onda con la sabbia
Per chi arretra non c'è vita

Ci sente un po' immortali
Quando si è in compagnia
Non ci si sente tali
Quando soli e in agonia

Lo so che è triste
Non c'è festa e non saltella
Ma il pensiero insiste
e in testa mi martella

Il motivo per cui scrivo
Mi è ignoto non lo nego
Fin quando sarò vivo
Io scrivo e me ne frego

Perché mi parte da dentro
Questo impulso d'espressione
e non lo fermo se non centro
Il punto della questione

Siamo soli contro noi stessi
In svantaggio e già persi
Perché non c'è battaglia
Contro chi ha la briglia

Non siamo noi a governarci
Ma qualcosa che ci invade
Siamo solo poveracci
e vaghiamo per buie strade

Come spiriti ribelli cerchiamo risposte
Come lupi o come agnelli
Siamo solo delle bestie

Forse adesso ho capito
La risposta non è importante
Ma forse e lo dico
è la domanda che è impertinente

è per questo che viviamo
Alla ricerca del futuro
e ci illudiamo che questo
sia persino duraturo

Magari lo sarà ma non certo
è per questo che siamo vivi
Se il presente è un pretesto
Per qualcosa a cui aspiri.
Composta sabato 5 dicembre 2009

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