Scritta da: Cristina Cipriani

Pieve, le quattro stagioni

Pieve cara qui son nata. La tua culla è delicata
stretta dentro una buchina, circondata da collina
fiume biondo ti attraversa, scorre lento e mai s'arresta
ogni tanto si esibisce e gonfiandosi ruggisce
per cambiar di colpo scena, in spettacoli di piena
d'ammirar con meraviglia la cascata della "Briglia".

Pieve bianca cotonata, dalla grossa nevicata
tetti gelidi e brillanti come fossero diamanti
nel silenzio bianco e freddo, sputa il vento sul tuo petto.

L'occhio nostro si disperde quando spunti fuori il verde
e tra quel che ti circonda c'è la grossa "Quercia Tonda"
con la sua chioma imponente, centenaria non si arrende.

Fazzoletti di pinete fanno ombra nella quiete
aria pura ossigenata, d'acacia e tigli profumata
fontanelle d'acque fresche, greppi colmi di ginestre
nascondigli di cicale che si mettono a cantare
con i grilli e con gli uccelli in un coro di stornelli.

Pieve un gruppo di casette, un po' nuove un poco vecchie
che di sera chi le vede, sembran luci di presepe.

Nel mantello della notte, un brillar di luccioline
come polvere di stelle che ti sfiora sulla pelle.

Non potrai essere mare, o donare le conchiglie
ma per me sei il mio paese, quello delle meraviglie.
Composta martedì 25 giugno 2013

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    Info

    Scritta da: Cristina Cipriani
    Dedica:
    Al mio paese.

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