Ti lascio danzando

Oggi posso distruggerti per sempre,
nell'infinito che ti accompagnerà in una tetra e amara solitudine.
Mi sono persa in te cercando me,
mi sono smarrita nel peccato senza un cervello,
trascinandomi in una televisione domata dalle illusioni.
Le punte,
stese,
hanno toccato quel fondo,
poi sono arrivati anche i talloni.
Ho creduto di non slanciarmi,
poi in pliè ho piegato
gambe di pietra
e con la forza di un uragano sono risalita.
Ho volteggiato in giri immensi tubolari,
nel tunnel dove la vita mi aveva scaraventata.
Poi milioni di pirouettes,
scende la calma,
il fiatone,
in prima,
in sesta,
l'inchino alla nuova vita che ho
e a quella che verrà.
Libera,
fuori da te,
da tutto,
da tutti,
nella beata solitudine che vedono e nella compagnia che sento.
Ora sono chassè, pas de bourrée,
la coreografia che compongo e non sospenderò più.
Ti lascio anche col pensiero,
resti un ricordo indefinito,
ma non mi farai sbagliare i passi.
La mia danza
è vita su di un palco
dove non vi sono luci
ma solamente spettatori.
Ora guardami,
insieme agli altri,
non interrompermi dopo l'esordio,
sarò sul podio ad autografare libri della mia essenza.
Non ci sarà più tempo,
voglia,
amore,
testa,
male
o
bene
che mi tenga attaccata al vecchio filo che fu.

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    Riferimento:
    Non mi tocchi proprio più.

    Commenti

    2
    postato da , il
    Grazie Dario! A volte il dolore ispira più di qualsiasi altra cosa... L'unico aspetto positivo, per noi scrittori, penso che sia proprio questo.
    1
    postato da , il
    Che meraviglia. Una poesia che letteralmente "danza" sopra un addio. Veramente di classe!

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