Scritta da: Andrea De Candia
Timorosa è la notte quando gela
sopra di noi l'audace desiderio
di caldi baci e nitide parole;
ora rifiuto in ogni gemma il fiore
poiché bianca si è fatta la mia faccia
di un pallore mortale.
Lunghi anni cercando sopra rocce
aspro ristoro o presso la tua croce,
Cristo, soffrendo, ho gravitato invano.
Ora che se ne va sembra mi cada
questo lungo mantello e denudata
è la mia carne e presa dentro i ceppi dell'abbandono. A te volgo la mente
e il sospiro profondo. Lunghi giorni
simile a un negro uccello andrò vociando
nel fervore notturno, lunghi giorni,
padre celeste, e senza una parola,
lugubre diverrò come una tomba.
Né io spero risorga, tanto dura
è la mia morte e tanto a te lontana.

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