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poesia postata da: Gloria Levrini, in Poesie (Poesie d'Autore)

La tigre

Tigre! Tigre! Divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale fu l'immortale mano o l'occhio
Ch'ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria?

In quali abissi o in quali cieli
Accese il fuoco dei tuoi occhi?
Sopra quali ali osa slanciarsi?
E quale mano afferra il fuoco?
Quali spalle, quale arte
Poté torcerti i tendini del cuore?
E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,
Quale tremenda mano? Quale tremendo piede?

Quale mazza e quale catena?
Il tuo cervello fu in quale fornace?
E quale incudine?
Quale morsa robusta osò serrarne i terrori funesti?

Mentre gli astri perdevano le lance tirandole alla terra
e il paradiso empivano di pianti?
Fu nel sorriso che ebbe osservando compiuto il suo lavoro,
Chi l'Agnello creò, creò anche te?

Tigre! Tigre! Divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale mano, quale immortale spia
Osa formare la tua agghiacciante simmetria?
8.05 in 20 voti

Commenti


commento #6, postato da MademoiselleXXX, il 25/03/2012, alle 03:13:30
@duly24

Allora, in poche parole:

Blake si chiede come il "creatore" (Dio?) abbia avuto la forza di far nascere il male.
In questo caso il male, viene categorizzato come "tigre" un animale forte ed elegante ma allo stesso tempo spaventoso e feroce.

"Quale fu l'immortale mano o l'occhio ch'ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria?"

Chi puó aver dunque creato una cosa così agghiacciante la tigre? Tanto elegante quanto fatale.

Bellissima questa poesia di Blake, una tra le migliori oserei dire.
commento #5, postato da martina, il 26/11/2011, alle 16:12:13
questa poesia ci ricorda che l'agnello e la tigre hanno avuto la stessa origine, che colui che ci ha creati ci ha dato una parte di docilità, l'agnello, ed una parte di forza, la tigre.
commento #4, postato da PetiteMoi, il 12/10/2011, alle 00:20:00
Ritengo che la tigre simboleggi tutto ciò che c'è di primordiale in noi. Le pulsioni prime: la vita la morte... è allo stesso tempo affascinante e spaventoso soprattutto perché racchiuso nell'oscurità della nostra mente.
commento #3, postato da Tomic, il 06/10/2011, alle 12:44:59
La poesia nella globalità ricorda come ad ogni cosa corrisponda l'opposto e che l'una senza l'altra non potrebbe esistere. Non esisterebbe il male senza il bene e viceversa! Ma la prima strofa descrive solo in poche tremende parole la terribile maestosità di un'animale che racchiude il bene e il male. Gli indiani descrivevano la tigre così: Vita e morte, passione e distruzione, sensualità e violenza!
commento #2, postato da Red Jhon, il 03/08/2011, alle 13:41:47
Il poeta intende descrivere che al mondo come fu creato il bene venne creato anche il male

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