Scritta da: Silvana Stremiz

Lamento per il sud

La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve...
Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
nell'aria dei verdi altipiani
per le terre e i fiumi della Lombardia.
Ma l'uomo grida dovunque la sorte d'una patria.
Più nessuno mi porterà nel Sud.
Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
in riva alle paludi di malaria,
è stanco di solitudine, stanco di catene,
è stanco nella sua bocca
delle bestemmie di tutte le razze
che hanno urlato morte con l'eco dei suoi pozzi,
che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
mangiano fiori d'acacia lungo le piste
nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
Più nessuno mi porterà nel Sud.
E questa sera carica d'inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori,
un lamento d'amore senza amore.

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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Commenti

    2
    postato da , il
    È il canto dei migratori.
    Degno di essere l'inno di tutti i migranti del mondo. Un capolavoro della parola nel quale l'uomo con tutta la sua capacità percettiva riesce a disegnare il contrasto tra la bellezza individuale e le violenze del potere, riesce a esprimere il bisogno umano di appartenenza, negata dalla perversione storica che non permette una vita in pace.

    La poesia da voce al trauma della perdita della propria storia oppure della mancanza d'accordo con la propria storia, ma incoraggia nello stesso momento ad osare il passo del distacco, assai difficile.
    L'inizio è una promessa di armonia: "La luna rossa, il vento, il tuo colore di donna del nord, la distesa di neve."
    La donna del nord ascolta.
    1
    postato da , il
    Il testo è carico di rammarico
    per cui i versi restano quasi un lamento senza risposta...
    l'odio per la propria Patria
    rende il poeta privo di valori
    senza nulla togliere al suo pianto di poeta i versi sono incisivi e descrittivi.

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