Scritta da: ANDREA POLO

I bambini sporchi di terra

E di nuovo
il mio sguardo
si posa
sul passo veloce
di un bimbo
vestito di nero.

Con una zappa
in spalla
a piedi scalzi
che va nei campi
spogli
a spaccare zolle
con il sole.

Ed io lo so
che ha dormito
sulla terra
che è sul suo
vestito,
che gli sporca
il viso e le mani
già callose
che non sono di
un bambino.

E questa terra
così nera, così
povera e
pesante gli
chiude anche
i pori
della pelle che
ogni suo respiro,
ogni suo passo
è fatica che
nutre il dolore
sporco
di altri mondi
di una pace
che non è di
Dio.

Terra, solo terra
e solo vento e
vento che gli fa
mangiare
polvere di queste
ingiustizie
che dovreste
odiare
ma non odiate
e mi sento
così lontano,
lontano che non
credevo
quando sono
partito.

Ma lo sguardo
di questo bimbo
in qualsiasi
direzione guarda
non vede altro
che terra
e terra nera
che ogni giorno
sembra morire.

Ed io lo so
i suoi occhi scuri
come perle
che non crescono
nei mari
che non hanno mai
visto una viola
ne una margherita
bianca
quante cose della
mia infanzia
non vedranno e
piango
di tristezza.

Ma il sorriso suo
mi incrocia
e mi riempie anche
la pancia
e buca il vetro
antiproiettile che
più
non ci separa
che le pallottole
non
l'infrangono.

Ed il mio spirito si
alza che di tanta
forza vera
non aveva memoria.

Un sorriso vero
e le barriere
inventate
dei mondi in pace
cadono e cadono
io lo so per quanti
che i loro sorrisi
spenti di luce
non abbagliano
che una formichina
nemmeno si volta.

Io lo so,
imparatelo che sono
stanco e più stanco
di gridarlo.
Composta venerdì 14 gennaio 2011

Immagini con frasi

    Info

    Scritta da: ANDREA POLO
    Riferimento:
    Perché il mondo sappia quello che guarda ma non vede
    Andrea.
    Dedica:
    A tutti i bambini in difficoltà del mondo.

    Commenti

    2
    postato da , il
    A MATTEO


    Non sarai mai dimenticato


    E di nuovo la morte
    non mai
    così crudele si è
    posata
    rapace su un cuore
    giovane
    della patria che la
    vita
    gridando si è fermata
    ed il cielo
    in un punto sprofonda
    in un
    dolore immenso di
    un padre
    che piange il figlio
    caduto.
    Un sibilo veloce tra
    i bagliori
    di sole e di luce e poi 
    il buio
    di una vita, un’altra
    per l’amore
    e per la pace che ancor
    non vedo
    che questa  sabbia tra
    le valli
    non lascia impronte ne
    canti.
    E la morte ha trovato te,
    Matteo
    e quanti come te anche
    domani
    il loro passo potrà essere
    l’ultimo
    ogni loro respiro e caldo
    pensiero
    d’amore lontano potrà
    essere
    l’ultimo per le facce
    ancor
    voraci di questa guerra
    nascosta
    tra le dune che non si
    ferma
    di queste terre piangenti
    e povere
    che non hanno voce
    per tanta
    miseria distesa nella
    sabbia
    che alla libertà non
    lascia fiato.
    Per la tua vita viva
    Matteo
    ormai spenta  ma
    non
    sarà mai ricorda
    dimenticata,
    che già avevi donato
    per la patria
    e proprio in questo
    ultimo
    giorno dell’anno
    anche
    il tuo ultimo respiro
    in Gullistan
    tra tante montagne
    roventi
    di vento e sole
    invernale.
    Ma questa notte ancor
    il cielo
    afghano si è acceso
    ancor
    sereno ed il dolore è
    in tutte
    queste stelle che tanto
    dolore
    hanno visto eppure
    ancor
    brillano per la speranza
    non perduta
    di pace perché ognuna
    di queste
    morti per la patria non sia
    vana.
    Per noi che ancor restiamo
    in Afghanistan
    per i fiumi ancor secchi di
    libertà
    e per la tua vita che non sia
    dimenticata.

    A.P.
    1
    postato da , il
    Non male, Andrea, ma ancora troppo in prosa. Lavoraci su.

    Invia il tuo commento
    Vota la frase:4.00 in 4 voti

    Disclaimer [leggi/nascondi]

    Guida alla scrittura dei commenti