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Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Poichè l'alba si accende...

Poiché l'alba si accende, ed ecco l'aurora,
poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente
a ritornare a me che la chiamo e l'imploro,
poiché questa felicità consente ad esser mia,

facciamola finita coi pensieri funesti,
basta con i cattivi sogni, ah! Soprattutto
basta con l'ironia e le labbra strette
e parole in cui uno spirito senz'anima trionfava.

E basta con quei pugni serrati e la collera
per i malvagi e gli sciocchi che s'incontrano;
basta con l'abominevole rancore! Basta
con l'oblìo ricercato in esecrate bevande!

Perché io voglio, ora che un Essere di luce
nella mia notte fonda ha portato il chiarore
di un amore immortale che è anche il primo
per la grazia, il sorriso e la bontà,

io voglio, da voi guidato, begli occhi dalle dolci fiamme,
da voi condotto, o mano nella quale tremerà la mia,
camminare diritto, sia per sentieri di muschio
sia che ciottoli e pietre ingombrino il cammino;

sì, voglio incedere dritto e calmo nella Vita
verso la meta a cui mi spingerà il destino,
senza violenza, né rimorsi, né invidia:
sarà questo il felice dovere in gaie lotte.

E poiché, per cullare le lentezze della via,
canterò arie ingenue, io mi dico
che lei certo mi ascolterà senza fastidio;
e non chiedo, davvero, altro Paradiso.
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    Scritta da: Davide Bidin
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Poesia

    Il jazz s'è suicidato
    Fate che la poesia non faccia la stessa fine
    Non temiate
    l'aria fredda della notte
    Non date retta alle istituzioni
    quando trasformate i manoscritti in
    arenaria
    non inchinatevi né fate a cazzotti
    per i pionieri di Edith Wharton
    o per la prosa alla nebraska di ursula major
    no, statevene nel vostro giardinetto
    & ridete, suonate
    il trombone di mollica
    & se poi qualcuno vi regala perline
    ebree, marocchine, o vattelappesca,
    addormentatevi con quella collana al collo
    È probabile che facciate sogni più belli
    La pioggia non c'è
    non ci sono più me
    te lo dico io, ragazzo,
    affidabile come la merda.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Uomo del mio tempo

      Sei ancora quello della pietra e della fionda,
      uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
      con le ali maligne, le meridiane di morte,
      t'ho visto dentro il carro di fuoco, alle forche,
      alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,
      con la scienza esatta persuasa allo sterminio,
      senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
      come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
      gli animali che ti videro per la prima volta.
      E questo sangue odora come nel giorno
      quando il fratello disse all'altro fratello:
      "Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace,
      è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
      Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
      salite dalla terra, dimenticate i padri:
      Le loro tombe affondano nella cenere,
      e gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
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        Scritta da: Carmine Carmine
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Tira i fili, la marionetta balla...

        Ogni uomo deve capire
        che tutto può sparire molto
        in fretta:
        il gatto, la donna, il lavoro,
        la ruota davanti,
        il letto, le pareti, la
        stanza; tutte le nostre necessità
        amore compreso,
        poggiano su fondamenta di sabbia -
        e ogni causa determinata,
        per sconnessa che sia:
        la morte di un ragazzo a Hong Kong
        o una tormenta a Omaha...
        può essere la tua rovina.
        Tutte le tue stoviglie che si spaccano
        sul pavimento della cucina, la tua ragazza entra
        e tu sei là, ubriaco,
        in mezzo alla stanza e lei domanda:
        mio Dio, cosa succede?
        E tu rispondi: non so,
        non so...
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          Scritta da: Bramante
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Dissonanti amanti
          offendono l'amore
          che consumano nei pianti
          e imprigionano le ali
          nei letti senza cuore
          stanchi dei rimpianti
          dimenticano il dolore
          che attende di risorgere

          Menti chiuse dentro scrigni
          di sangue e di velluto
          di perle senza luce
          inabissate da vergogne
          che schiacciano le teste
          portano via le vite nei silenzi
          annodano la luce che si sbroglia

          Amanti andati e poi perduti
          Sono alberi senza radici
          che mai saranno liberi
          Un'onda che regge a stento
          ma s'affonda senza vento.
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