Scritta da: Kovski21

Ascoltate!

Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?
Vuol dire che qualcuno vuole che esse siano?
Vuol dire che qualcuno chiama perle questi piccoli sputi?
E tutto trafelato,
fra le burrasche di polvere meridiana,
si precipita verso Dio,
teme d'essere in ritardo,
piange.
Gli bacia la mano nodosa,
supplica
che ci sia assolutamente una stella,
giura
che non può sopportare questa tortura senza stelle!
E poi cammina inquieto,
fingendosi calmo.
Dice ad un altro:
"Ora va meglio, è vero?
Non hai più paura?
Sì!?"
Ascoltate!
Se accendono le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?
Vuol dire che è indispensabile
che ogni sera
al di sopra dei tetti
risplenda almeno una stella?
Vladimir Majakovskij
Composta nel 1913
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    Scritta da: Kovski21

    Invece di una lettera

    Il fumo del tabacco ha roso l'aria.
    La stanza
    è un capitolo dell'inferno di Kruchenych.
    Ricordi?
    Accanto a questa finestra
    per la prima volta
    accarezzai freneticamente le tue mani.
    Oggi, ecco, sei seduta,
    il cuore rivestio di ferro.
    Ancora un giorno,
    e mi scaccerai,
    forse maledicendomi.
    Nella buia anticamera, la mano, rotta dal tremito,
    a lungo non saprà infilarsi nella manica.
    Poi uscirò di corsa,
    e lancerò il mio corpo per la strada.
    Fuggito da tutti,
    folle diventerò,
    consunto dalla disperazione.
    Ma non è necessario tutto questo;
    cara,
    dolce,
    diciamoci adesso addio.
    Il mio amore,
    peso così schiacciante ancora,
    ti grava sopra
    lo stesso,
    dovunque tu fugga.
    Lasciami sfogare in un ultimo grido
    l'amarezza degli offesi lamenti.
    Se lo sfiancano di lavoro, un bue,
    se ne va
    ad adagiardi sulle fredde acque.
    Ma, al di fuori del tuo amore,
    per me
    non c'è mare,
    e dal tuo amore neanche col pianto puoi imetrare tregua.
    Se l'elefante sfinito cerca pace,
    si stende regalmente sulla sabbia arroventata.
    Ma, al di fuori del tuo amore,
    per me
    non c'è sole,
    e io non so neppure dove sei e con chi.
    Se così tua avessi ridotto un poeta,
    lui
    avrebbe lasciato la sua amata per la gloria e il denaro
    ma per me
    non un solo
    suono è di festa
    oltre a quello del tuo amato nome.
    Non mi butterò nella tromba delle scale,
    non ingierò veleno,
    non saprò premere il grilletto contro la tempia.
    Su di me,
    al di fuori del tuo sguardo,
    non ha potere la lama di nessun coltello.
    Domani dimenticherai
    che ti ho incoronato,
    che l'anima in fiore ho incenerito con l'amore,
    e lo scatenato carnevale dei giorni irrequieti
    socompiglierà le pagine dei miei libi...
    Potranno mai le foglie secche delle mie parole
    trattenerti un momento
    per aspirare avidamente?
    Ma lascia almeno
    ch'io lastrichi con un'ultima tenerezza
    il tuo passo che s'allontana.
    Vladimir Majakovskij
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