Dopo i prelevamenti

È risaputo:
tra me
e Dio
ci sono numerosissimi dissensi.
Io andavo mezzo nudo,
andavo scalzo,
e lui invece portava
una tonaca ingemmata.
Alla sua vista
mi riusciva appena
trattenere lo sdegno.
Fremevo.
Ora invece Dio è quello che deve essere.
Dio è diventato molto più alla mano.
Guarda da una cornice di legno.
La tonaca di tela.
Compagno Dio,
mettiamoci una pietra sopra!
Vedete,
perfino l'atteggiamento verso di voi è un po' cambiato.
Vi chiamo "compagno",
mentre prima
"signore".
(Anche voi ora avete un compagno),
Se non altro,
adesso
avete un'aria un po' più da cristiano.
Bene,
venite qualche volta a trovarmi.
Degnatevi di scendere
dalle vostre lontananze stellate.
Da noi l'industria è disorganizzata,
i trasporti anche.
E voi,
dicono,
vi occupavate di miracoli.
Prego,
scendete,
lavorate un po' con noi.
E per non lasciare gli angeli con le mani in mano,
stampate
in mezzo alle stelle,
che si ficchi bene negli occhi e nelle orecchie:
chi non lavora non mangia.
Vladimir Majakovskij
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    Rivedo ancora
    la mia scuola,
    la strada brulicante
    di voci festose,
    le pareti imbiancate
    della mia aula. -
    riascolto la voce,
    burbera ed affettuosa,
    dei miei maestri,
    il suo tono amichevole. -
    e ripenso a voi,
    o miei antichi compagni,
    ai nostri giochi,
    alla nostra vita
    vissuta insieme,
    ai lunghi giorni
    di pioggia e di sole
    passati nei banchi. -
    come mi sembra
    ormai lontano
    quel tempo,
    quel tempo spensierato e felice,
    quando bastava
    una piccola cosa
    per farci piangere
    o ridere insieme! -
    come sono ora diverso,
    io, dal ragazzino di allora! -
    quante immagini,
    quanti pensieri,
    quante idee, il tempo
    ha cambiato dentro di me! -
    come è difficile ora vivere,
    vivere da soli,
    vivere in questo gorgo infernale
    che non ci dà che male. -
    ma tu, o piccola scuola,
    rimarrai sempre intatta
    nei miei ricordi,
    nella mia memoria,
    poiché con te,
    dentro le tue mura,
    io ho vissuto
    i miei momenti migliori. -.
    Vladimir Majakovskij
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