Scritta da: Vincenzo Montanaro

Donato

Ti appoggiavo la mia immagine negli occhi
ancora prima che il tuo sguardo fosse qui
e riconosciuto quell'azzurro che vedevo
nel riflesso quando avevo la tua età

un oceano di luce dentro mi mareggia
nel vederti finalmente respirare.

Esplodeva la mia mente in un dolore
che a contenere tanta gioia non bastava
e la mia testa chiedeva aiuto al cuore
sobbalzante nell'ansimare del torace.

Il mio prolungamento ed i miei giorni
sono guancia a guancia in questo specchio
riflessi incollati a chiudere il mio cerchio
di esistenza e resistenza in questa vita.

Per te sarò in quest'ora a darti mille dritte
perché continui la mia vita nel tuo istante
e come un dono di cristallo nelle mani
ti terrò stando accorto non si infranga.

I battiti di ciglia sulle gemme a coprire
sono petali soffici di rosa
dove un languido avvenire
flebilmente si riposa.
Vincenzo Montanaro
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    Scritta da: Vincenzo Montanaro

    A mia moglie

    Porto la mia vista
    in un punto d'infinito,
    immagino il tuo occhio,
    il naso, il mento
    e poi di nuovo il vento,
    un fiume, un monte,
    appoggio il tuo profilo
    sulla linea d'orizzonte,
    guardo intorno,
    ascolto il cuore
    ciò che sente,
    manipolo natura
    con le mani della mente,
    spingo il sole oltre.
    Tutto si scolora
    e poi ancora sorge luna,
    illumina il tuo viso
    e lì che la natura
    ha dipinto il suo sorriso
    per non farlo più scappare
    lo rinchiudo nel mio occhio,
    cancello tutto il resto
    resti solo viso in occhio,
    mi appare luminoso, acceso, terso:
    il riflesso di una perla
    in conchiglia d'universo.
    Vincenzo Montanaro
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